Villa Ada, da paradiso a megadiscarica

Villa Ada

La devastazione e il degrado che porta con sé l’inciviltà sono sempre motivo di grande amarezza. Ma  le immagini  odierne che mostrano Villa Ada, pieno centro storico di Roma, ridotta a una megadiscarica fanno salire un groppo alla gola.

La denuncia di Legambiente sullo stato di degrado di Villa Ada, oltre a provocare indignazione, ha suscitato curiosità. Allora andiamo a vedere le foto dei suoi momenti migliori e ci informiamo su Wikipedia.

Villa Ada è il secondo più grande parco pubblico di Roma dopo Villa Doria-Pamphili. Si trova nella zona settentrionale della città, sulla via Salaria, poco fuori le mura aureliane che racchiudono il centro storico. Proprietà dei Principi Pallavicini, alla fine del ‘700 la tenuta diventò un “giardino di paesaggio” molto suggestivo per i suoi sfondi e panorama romantici. Furono disegnati i percorsi geometrici e costruiti il Tempio di Flora, il Belvedere, il Cafehau. Nel 1872 fu acquistata dai Savoia. Vittorio Emanuele II  acquistò altri terreni per ingrandire la tenuta e vi fece realizzare lavori per migliorarne la funzionalità, e costruzioni di utilità, come scuderie. Umberto I, invece, non amava vivere in campagna, e preferiva il Quirinale. La villa fu così venduta, a prezzo di favore, all’amministratore dei beni della famiglia reale il conte Tellfner, che la intitolò alla moglie Ada. Vittorio Emanuele III la riacquistò nel 1904 e la villa ridiventò residenza reale (Villa Savoia) fino al 1946. il 25 luglio 1943 a Villa Ada Mussolini fu arrestato dopo essere stato convocato dal re.

Villa Ada, degrado

Oggi, invece, altro che suggestione e romanticismo! Villa Ada è miseramente diventata una discarica “abusiva” di diecimila metri quadri. C’è di tutto, frigoriferi, materassi, cucine, copertoni, amianto e tanta, tantissima monnezza. E bravi questi “civilissimi” romani che quando di monnezza si rifanno ai campani. Certo è innegabile che l’emergenza rifiuti in Campania, è drammatica ma almeno i napoletani i loro parchi cercano di tutelarli. Sono le istituzioni che vogliono farci dentro discariche. I cittadini si ribellano con tutte le loro forze e le ultime proteste che hanno assunto anche toni violenti, ne sono la conferma

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