Una vecchia valigia impolverata.

Una vecchia valigia impolverata

Lei, l’altra, lui, e in mezzo tante risate. Una vecchia valigia impolverata, un’altra brillante commedia del giovane regista cassanese Andrea Solano.

Una commedia curiosa e brillante, non priva di trovate esilaranti, che scandaglia paradossi emotivi mescolando situazioni nuove a un tema antico e, al contempo, molto attuale. Questo è quanto racconta il giovane autore e regista Andrea Solano nel suo ultimo lavoro “Una vecchia valigia impolverata”.

Le fragilità di una moglie – la valigia impolverata, appunto- non più giovanissima, le crisi esistenziali di un marito comune che, in zona “cinquanta”, cerca una botta di vita con “l’altra”, una giovanissima e intraprendente ragazza dei nostri tempi: pragmatica e sognatrice al contempo. E poi un cumulo di incomprensioni, coincidenze affidate a una scrittura articolata e contemporanea che tiene legati i personaggi e diverte il pubblico. Elena, Vittorio e Julienne sono interpretati con energia e brillantezza da Stefania De Cola, Federica Montanelli e Andrea Solano. I primi sono due coniugi che si barcamenano nella routine familiare di un matrimonio che dura da una vita. La bellissima Julienne è la ventata di aria fresca dall’aspetto ingenuo e l’animo calcolatore. A prima vista sembrerebbe il solito triangolo amoroso, ma qui c’è un’idea a dir poco geniale, che leva la patina di banalità al contesto per tingerlo con i colori dell’assurdo e del nuovo: la giovane amante vuole comprare il suo Vittorio. Una proposta indecente che la penna di Andrea Solano riesce a trasformare in una straordinaria ordinarietà.

Non c’è dubbio che questo sia un lavoro di qualità. Quando si parla di teatro comico c’è ancora un po’ il pregiudizio, come fosse un teatro di serie B, mentre in realtà riuscire a far ridere con classe e intelligenza le persone, è forse ancora più difficile che portare sulla scena un dramma. Anche se sembra molto leggera, una commedia come quella che ci ha regalato Solano, è molto impegnativa per gli attori perché si svolge con un ritmo forsennato: qui l’arte del regista e la grandezza degli attori contano davvero tanto. Quando un testo come questo, che affronta un tema di fondo trito e ritrito, suscita emozioni e diverte, vuol dire che il meccanismo comico è perfetto e che chi l’ha scritto è un grande scrittore di teatro. E quindi si può semplicemente dire che è un classico. Al di là delle inutili distinzioni di genere fra dramma e commedia.

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