Se l’asse terrestre si sposta

Terremoto in Giappone

Il sisma dalle mostruose proporzioni che ha colpito il Giappone, oltre alla devastazione, ha provocato uno spostamento dell’asse terrestre. Cosa succede quando questa si sposta?

Il disastroso terremoto del Giappone dell’11 marzo (8.9 della scala Richter), oltre agli effetti provocati sulla superficie terrestre dall’onda sismica immane che si è sprigionata dalla frattura provocatasi al largo della costa orientale del Sol Levante (con il conseguente Tsunami), ha cagionato uno spostamento dell’asse terrestre di circa 10 centimetri. Nemmeno il violentissimo sisma del Cile del 2010 aveva generato una così consistente variazione dell’asse (in quest’ultimo caso è stata di circa 8 centimetri). Dal canto suo, il terremoto di Sumatra del 2004 – magnitudo 9.1- aveva cagionato uno spostamento di “soli” cinque-sei centimetri. In base a questi dati è possibile capire che la misura della variazione dell’asse conseguente a forti sismi in realtà non dipende solo dall’intensità del sisma stesso, bensì anche dal punto dove avviene il sommovimento: più esso è vicino all’equatore – come a Sumatra – minore è l’azione sull’asse; più esso è vicino ai poli (Giappone) e maggiore sarà l’incidenza. Per capirci meglio, potremmo semplificare immaginando una palla da biliardo appoggiata sul tavolo: se le diamo una schicchera a libello del vertice superiore (polo) essa verrà scossa maggiormente rispetto ad una schicchera che le daremo in corrispondenza della metà (equatore).

Asse terrestre, terremoto Giappone

In termini di ricadute pratiche, gli effetti dello spostamento sono sostanzialmente due (almeno le più evidenti). Il primo è un accorciamento della durata del giorno, che però è dell’ordine di microsecondi, cioè milionesimi di secondo. Il secondo è una potenziale variazione climatica – potremmo dire anche stagionale -, dal momento che le stagioni, come noto, dipendono dall’inclinazione del piano orbitale del nostro pianeta rispetto a quello del sole. Ma, anche in quest’ultimo caso, per cominciare ad apprezzare gli effetti di una vera e propria variazione nel quasi immutabile ordine delle stagioni, lo spostamento dovrebbe essere di qualche metro. Cosa che probabilmente non avverrà mai, a meno che lo sconvolgimento, invece che un’origine interna,  abbia origine “esterna”: cioè un forte impatto meteorico capace di apportare, oltre ad una vera e propria deviazione orbitale, per l’appunto, una forte variazione dell’asse terrestre.

Giappone, quando la realtà supera la fantasia

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