Terra, una giornata per amarla sempre

terra

Il 22 Aprile 192 Nazioni celebrano la Giornata della Terra o Earth Day. Mentre Google prepara l’ennesimo doodle a effetto, noi ci prepariamo a una sana riflessione.

Nel giorno dedicato alla Terra, in tutto il mondo si organizzano manifestazioni educative e informative volte a tenere alta l’attenzione sulle problematiche del nostro Pianeta. La “Giornata della Terra” si ripete ogni anno dal 1970, da quando cioè circa venti milioni di cittadini americani diedero vita a una grande manifestazione di massa per la difesa del Pianeta Terra. Partendo dall’assunto che “Ogni essere umano, a prescindere dalla sua etnia, sesso, salario, o zona del mondo dove vive ha il diritto morale a vivere in un ambiente sano, equilibrato e sostenibile“, i manifestanti riuscirono a fare breccia nella coscienza di tanti dando vita a un movimento destinato a fare storia.

Da allora ogni 22 Aprile si celebra la Giornata della Terra. Certo, come ogni giornata, anche questa non può sfuggire alle logiche mediatiche e consumistiche. Non c’è da meravigliarsi, quindi, se si preparano mega feste e concertoni rock in ogni dove con il rischio che si perda di vista il vero significato di questo giorno.  Un pericolo che vorremmo fosse scongiurato, perché ci piacerebbe con tutto il cuore che il senso di questa giornata non fosse snaturato e che si conservassero integre tutte le motivazioni per cui è nata: un momento di riflessione, un’occasione per valutare le problematiche del pianeta, un incontro per decidere il da farsi per impedire l’inquinamento di aria, acqua e suolo, la distruzione degli ecosistemi; un invito a trovare soluzioni che permettano di eliminare gli effetti negativi delle attività dell’uomo sulla Natura; un’esortazione a celebrare, difendere e amare la Terra ogni giorno perché questa è l’unica vera casa che abbiamo. Che cosa succede quando non curiamo la nostra abitazione? La mancanza di pulizia apre le porte e a muffe e marciume; tetto trascurato e impianti deteriorati sono causa d’infiltrazioni che possono aprire crepe nei muri e, minando alla stabilità dell’edificio, addirittura crolli. Questo è ciò che sta accadendo alla Terra che, grazie a interventi improvvidi dell’uomo dell’uomo e a eventi naturali come inondazioni, terremoti, tsunami, sta subendo lenti ma inesorabili cambiamenti climatici e territoriali che mettono a rischio interi ecosistemi.

NASA

E queste trasformazioni sono bene visibili nelle immagini spettacolari che hanno presentato la Nasa e l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) proprio in occasione della Giornata della Terra. Sono immagini scattate da satelliti (tra questi anche il Cosmo SkyMed, del programma dell’ASI – Agenzia Spaziale Italiana) che raccontano i profondi cambiamenti climatici e territoriali che segnano la superficie della Terra mettendo a confronto passato e presente. C’è l’impatto delle dighe, come quella del Mali occidentale che in trenta anni ha trasformato radicalmente il paesaggio; nello stesso periodo la foresta pluviale del Baban Rafi, in Niger, si è ridotta notevolmente, mentre in Uganda la città di Kampala si è estesa incredibilmente. Ci sono quelle che mostrano come alcuni versanti dei ghiacciai della Patagonia, tra il 1986 e il 2002, si siano ritirati di circa dieci chilometri; e quelle scattate nel 2010 in Groenlandia che vanno vedere come un iceberg, grande quattro volte l’isola di Manhattan, si sia distaccato dal ghiacciaio Petermann. E poi ancora le grandi aree del Pianeta che hanno subito pesanti deforestazioni come la Bolivia, dove tra gli anni ’80 e il 2000 una grande porzione della foresta tropicale a Est di Santa Cruz de la Sierra è stata resa terreno coltivabile. E non mancano le immagini del ritiro delle acque del lago Ciad, in Africa, che negli anni ’60 era il sesto lago più grande al mondo e oggi, si è ridotto di circa venti volte.

Insomma, un modo per toccare con mano di quanto tutto stia mutando intorno a noi. Un modo per vedere e chiedersi se veramente tutto questo avviene malgrado noi. Per domandarsi cosa possiamo fare nel nostro piccolo. Come modificare alcune abitudini consolidate per dare una mano alla salvezza del Pianeta. Un modo per riflettere. Solo così si può dare un senso alla Giornata della Terra che, se affidata a cantanti rock e a festeggiamenti fini a se stessi, rischia di trasformarsi in uno dei tanti eventi effimeri sfruttati dai “soliti noti” a mero scopo di lucro. Se invece in questo giorno si aprono la mente e il cuore per ascoltare e vedere i bisogni della Terra che, attenzione, sono anche i nostri; se questo giorno si vive come momento di pianificazione e rilancio di un percorso, allora tutto potrà avere un significato più concreto. Solo in questo modo varrà  la pena di sostenere la Giornata della Terra le cui celebrazioni non saranno racchiuse nel solo 22 Aprile ma in una giorno destinato a durare ben oltre le misere ventiquattro ore.

Terra, una giornata per amarla sempre

Il 22 Aprile 192 Nazioni celebrano la Giornata della Terra o Earth Day. Mentre Google prepara un doodle a effetto, per noi è il giorno di una sana riflessione.

Nel giorno dedicato alla Terra, in tutto il mondo si organizzano manifestazioni educative e informative volte a tenere alta l’attenzione sulle problematiche del nostro Pianeta. La “Giornata della Terra” si ripete ogni anno dal 1970, da quando cioè circa venti milioni di cittadini americani diedero vita a una grande manifestazione di massa per la difesa del Pianeta Terra. Partendo dall’assunto che “Ogni essere umano, a prescindere dalla sua etnia, sesso, salario, o zona del mondo dove vive ha il diritto morale a vivere in un ambiente sano, equilibrato e sostenibile”, i manifestanti riuscirono a fare breccia nella coscienza di tanti dando vita a un movimento destinato a fare storia. Da allora ogni 22 Aprile si celebra la Giornata della Terra. Certo, come ogni giornata, anche questa non può sfuggire alle logiche mediatiche e consumistiche. Non c’è da meravigliarsi, quindi, se si preparano mega feste e concertoni rock in ogni dove con il rischio che si perda di vista il vero significato di questo giorno.  Un pericolo che vorremmo fosse scongiurato, perché ci piacerebbe con tutto il cuore che il senso di questa giornata non fosse snaturato e che si conservassero integre tutte le motivazioni per cui è nata: un momento di riflessione, un’occasione per valutare le problematiche del pianeta, un incontro per decidere il da farsi per impedire l’inquinamento di aria, acqua e suolo, la distruzione degli ecosistemi; un invito a trovare soluzioni che permettano di eliminare gli effetti negativi delle attività dell’uomo sulla Natura; un’esortazione a celebrare, difendere e amare la Terra ogni giorno perché questa è l’unica vera casa che abbiamo. Che cosa succede quando non curiamo la nostra abitazione? La mancanza di pulizia apre le porte e a muffe e marciume; tetto trascurato e impianti deteriorati sono causa d’infiltrazioni che possono aprire crepe nei muri e, minando alla stabilità dell’edificio, addirittura crolli. Questo è ciò che sta accadendo alla Terra che, grazie a interventi improvvidi dell’uomo dell’uomo e a eventi naturali come inondazioni, terremoti, tsunami, sta subendo lenti ma inesorabili cambiamenti climatici e territoriali che mettono a rischio interi ecosistemi. E queste trasformazioni sono bene visibili nelle immagini spettacolari che hanno presentato la Nasa e l’Agenzia Spaziale Europea (Esa) proprio in occasione della Giornata della Terra. Sono immagini scattate da satelliti (tra questi anche il Cosmo SkyMed, del programma dell’ASI – Agenzia Spaziale Italiana) che raccontano i profondi cambiamenti climatici e territoriali che segnano la superficie della Terra mettendo a confronto passato e presente. C’è l’impatto delle dighe, come quella del Mali occidentale che in trenta anni ha trasformato radicalmente il paesaggio; nello stesso periodo la foresta pluviale del Baban Rafi, in Niger, si è ridotta notevolmente, mentre in Uganda la città di Kampala si è estesa incredibilmente. Ci sono quelle che mostrano come alcuni versanti dei ghiacciai della Patagonia, tra il 1986 e il 2002, si siano ritirati di circa dieci chilometri; e quelle scattate nel 2010 in Groenlandia che vanno vedere come un iceberg, grande quattro volte l’isola di Manhattan, si sia distaccato dal ghiacciaio Petermann. E poi ancora le grandi aree del Pianeta che hanno subito pesanti deforestazioni come la Bolivia, dove tra gli anni ’80 e il 2000 una grande porzione della foresta tropicale a Est di Santa Cruz de la Sierra è stata resa terreno coltivabile. E non mancano le immagini del ritiro delle acque del lago Ciad, in Africa, che negli anni ’60 era il sesto lago più grande al mondo e oggi, si è ridotto di circa venti volte.
Insomma, un modo per toccare con mano di quanto tutto stia mutando intorno a noi. Un modo per vedere e chiedersi se veramente tutto questo avviene malgrado noi. Per domandarsi cosa possiamo fare nel nostro piccolo. Come modificare alcune abitudini consolidate per dare una mano alla salvezza del Pianeta. Un modo per riflettere. Solo così si può dare un senso alla Giornata della Terra che, se affidata a cantanti rock e a festeggiamenti fini a se stessi, rischia di trasformarsi in uno dei tanti eventi effimeri sfruttati dai “soliti noti” a mero scopo di lucro.  Se invece in questo giorno si aprono la mente e il cuore per ascoltare e vedere i bisogni della Terra che, attenzione, sono anche i nostri, se si vive questo giorno come momento di pianificazione e rilancio di un percorso, allora tutto avrà un significato più concreto. Allora sì che varrà  la pena di celebrare la Terra perché questo non avverrà solo il 22 Aprile ma in una giornata che durerà ben oltre le misere ventiquattro ore.

Lascia una risposta