Terra dei Fuochi, la soluzione? Le piante mangia inquinamento

Terra dei Fuochi, la soluzione Le piante mangia inquinamento

La Natura non smette mai di sorprenderci: esistono piante che se opportunamente trattate, producono energia e divorano l’inquinamento. Dalle piante, dunque, potrebbe arrivare la soluzione al devastante degrado della Terra dei Fuochi.

Nonostante l’uomo ce la metta tutta per distruggere ecosistemi e habitat naturali di diverse specie, la Natura, nei nostri confronti continua a mostrarsi benevola. Alcune piante, convenientemente utilizzate, sono in grado non solo indirettamente di produrre energia, ma anche di contribuire significativamente alla diminuzione dell’inquinamento ambientale.

In questo senso Vito Pignatelli, trenta anni di esperienza nel settore delle bioenergie, ha sviluppato dei progetti estremamente interessanti. Per questa ragione è risultato il vincitore nel concorso Dalla Natura alla Natura con Energia, edizione 2014. Il concorso si è svolto a Firenze ed è stato sponsorizzato dalla Cassa di Risparmio di Firenze. A indirlo è stata la Fondazione Giardini Monumentali Bardini e Peyron. A Pignatelli sono stati donati a quindicimila euro, che saranno comunque impiegati in alcuni importanti progetti riguardanti l’educazione ambientale.

Sostanzialmente l’idea di Pignatelli è quella della bonifica delle aree inquinate, problema gravissimo e particolarmente d’attualità in questi anni nel nostro Paese. Con determinate colture, spiega Pignatelli, si possono bonificare campi stressati dall’inquinamento, e al contempo produrre energia con impianti destinati a biomasse o a biogas. Le piante oggetto degli studi di Pignatelli possono essere usate anche in terreni a forte tasso di inquinamento. Grazie alle loro caratteristiche, questi particolari vegetali assorbono dal terreno sottostante sia il nutrimento sia le sostanze nocive.

Indirettamente poi, queste piante servono anche a produrre biogas che può essere utilizzato nella produzione di energia elettrica per mezzo della combustione o come biocarburante per autotrazione.

Per questo tipo di piantagioni, sono da preferire piante legnose a crescita rapida, come per esempio pioppi, salici, eucalipti, robinie, paulonie. Ma anche quelle più tipicamente erbacee, che tra l’altro sono attualmente studiate da ENEA, come ad esempio canapa, miscanto, topinambur e la stessa canna comune.

Una delle idee è di intervenire al più presto con queste metodologie in una delle aree più inquinate d’Italia, quella della cosiddetta Terra dei Fuochi, dove ormai da decenni la sistematica devastazione del territorio ha reso quei luoghi rischiosissimi per la salute di chi ci vive. L’auspicio è che siano trovate al più presto le risorse per realizzare questi splendidi progetti.

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