Terra dei Fuochi, dalla morte al progetto per la vita della rivista Nature

Terra dei Fuochi, dalla morte al progetto per la vita della rivista Nature

La Terra dei Fuochi non deve morire, non uno slogan ma grido di aiuto. Si può ancora salvare questa immensa area? Una domanda cui rispondere è difficile. Nel frattempo la rivista Natura lancia l’idea di utilizzare l’area per costruire un immenso laboratorio e avviare un progetto di ricerca per la vita.

Quasi ogni giorno in Campania si scoprono discariche abusive di materiali tossici. E il problema è vecchio ormai di decenni. Questa perniciosa pratica criminale è vissuta di coperture, connivenze, indifferenze, fino a che questi famosi rifiuti hanno cominciato ad affiorare, e fino a che qualcuno, meno incosciente di altri, ha deciso che bisognava denunciare.

Nel frattempo l’indice di mortalità nelle zone della Terra dei Fuochi, è aumentato esponenzialmente. Dietro, ovviamente, c’era e c’è la camorra, con tutte le implicazioni del caso. Ma se non è possibile, almeno in tempi brevi, porre riparo a questi scempi, almeno è possibile fare qualcosa in positivo per cercare di tirare fuori dalla devastazione elementi utili.

Così la famosissima rivista internazionale Nature, particolarmente sensibile ai temi ambientali, ha deciso di sposare un’idea intelligente e innovativa che viene dagli stessi luoghi di devastazione. La primogenitura dell’idea è attribuibile a Gennaro Ciliberto, direttore scientifico dell’Istituto nazionale dei tumori Pascale di Napoli.

Il professor Ciliberto ha proposto di utilizzare i ben sette miliardi di euro messi a disposizione dall’Unione Europea sulle tematiche ambientali nella programmazione 2007-2013, per costruire nelle Terra dei Fuochi una sorta di immenso laboratorio scientifico all’interno del quale studiare e raccogliere dati sugli effetti dei rifiuti tossici abbandonati illegalmente.

Questo servirà non solo a cercare di riparare, per quanto possibile, i danni prodotti nella zona della terra dei fuochi, ma come importante momento di studio e di ricerca di soluzioni per tutte quelle situazioni analoghe che occorrono a livello planetario.

L’articolo di Nature, appena uscito, che tratta di questo argomento, si chiama Un’eredità tossica. La rivista giudica molto positivamente quest’esperimento di esposomica, dal momento che la valutazione sul campo delle risultanze scientifiche, può porre le basi per interventi più mirati e consapevoli in zone ad alto rischio.

La rivista Nature parla poi del grande paradosso fra quello che era la Campania nell’antichità, la cosiddetta Campania Felix secondo gli antichi romani, e quello che è diventata oggi, almeno limitatamente a certe zone. Zone un tempo molto salubri. Zone che per bellezza e fertilità hanno ispirato cantori, poeti e scrittori di tutti i tempi. Zone oggi diventate tristemente note perché Terra dei Fuochi.

C’è solo da sperare che questi soldi, se stanziati, non percorrano di nuovo strade che troppe volte si sono incrociate con altre battute dall’illegalità. E come sappiamo, nelle zone ad alta incidenza camorristica, il rischio c’è sempre.

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