Terra dei fuochi, dopo l’indifferenza arriva l’esercito

Terra dei fuochi, dopo l’indifferenza arriva l'esercito

Terra dei fuochi, dopo anni di indifferenza lo Stato si sveglia e manda esercito e droni. Ci spiace, ma in questo caso non ce la sentiamo di dire “meglio tardi che mai”.

In quel territorio martoriato al confine fra le province di Caserta e Napoli, dove sembra che la legge del più forte sia l’unica riconosciuta ancora da una buona parte della popolazione, forse c’è un elemento di novità, un segnale della presenza dello Stato. L’esercito è pronto a intervenire nella Terra dei fuochi, per vigilare sull’immonda e sistematica devastazione del territorio che hanno perpetrato per anni le ecomafie, sversando liquidi, incendiando materiale nocivo, seppellendo sostanze tossiche, abbandonando rifiuti e quant’altro di terribile per la salute umana si potesse abbandonare senza che nessuno alzasse un dito, pur sapendo.

I risultati si vedono ora, quando il fetore nauseabondo di discariche abusive e di sostanze mecidiali giunge alle narici della gente impietosamente, alzando a dismisura l’incidenza delle malattie tumorali. Ma lo Stato ora ha deciso di marcare una propria presenza sul territorio prima con un decreto ad hoc e poi chiamando in causa l’esercito.

Mettono i cancelli a Santa Chiara dopo che hanno rubato”, recita un vecchio detto ed è proprio così che si è mosso lo Stato. Ciò che avviene nella Terra dei Fuochi non succede oggi solo perché un pentito, o pseudo tale, fa l’uccello canterino per tutelare i suoi interessi. Non succede oggi perché i media hanno deciso, colpevolmente, di occuparsene solo oggi. Il problema del degrado ambientale, dei rifiuti radioattivi disseminati sul territorio, è iniziato decenni fa. Quante denunce hanno fatto i cittadini? Quante battaglie hanno portato avanti dagli anni ’80 in poi i comitati civici? Quanti dossier sono stati presentati alla Procura della Repubblica, ai magistrati del casertano, e agli enti pubblici come Regione, Provincia, Comuni? Quante interrogazioni, interpellanze, richieste sono arrivate in questi anni al Ministero dell’Ambiente? Tutto inutile. Tutto è rimasto sepolto chissà in quali cassetti. Intanto la gente nella Terra dei fuochi continuava, e continua, a morire. Leucemie, linfomi, cancro sono patologie ormai diventate endemiche.

Ma oggi il pentito vuota il sacco e lo Stato si sveglia e scopre che nella Terra dei Fuochi il disastro ambientale è immane. Oggi lo Stato invia l’esercito. Finalmente! E consentiteci l’ironia. Così  tocca ai soldati il compito di individuare, soprattutto di notte, situazioni e individui sospetti, avvalendosi di tecnologie estremamente sofisticate. Non basta: laddove necessario si comincerà anche a operare interventi di bonifica di questa terra di trincea che non è più in grado di ricevere ciò che non può appartenerle.

Proprio in questa direzione, il generale dell’esercito Maurizio Scardino ha dichiarato che è stato già allestito un avanzato sistema di rilevazione radar, in grado di osservare e tenere sotto controllo vaste aree all’interno di un determinato perimetro, normalmente con un raggio di circa sette chilometri. Da parte sua, la biologa dell’esercito Alessandra Vella fornisce, insieme con altri, il suo prezioso contributo riguardo alle attività di tipo biologico, chimico e radiologico che si rendono necessarie per le operazioni di controllo e di bonifica. Il tutto con un alto grado di specializzazione.

Infine, ci si prepara anche all’utilizzazione di particolari droni chiamati Raven, di grande ausilio per individuare, congiuntamente ai radar, ma anche su aree più estese, le eventuali attività illecite di devastazione del territorio. Insomma, laddove prima l’immobilità e l’inazione sembravano aver vinto tutte le loro battaglie, qualcosa di positivo si sta muovendo nella Terra dei fuochi: l’auspicio è che, almeno questa volta, sia data continuità a queste azioni, accompagnandole costantemente con l’erogazione di adeguate risorse finanziarie e, soprattutto, con la volontà reale di risanare un territorio martoriato da malaffare, incuria e irresponsabilità politica.

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