Sud Italia a rischio Tsunami

Tsunami

Il vulcano Marsili, sito nel Tirreno meridionale, potrebbe provocare una catastrofe immane e, a detta di Steven N. Ward, potrebbe succedere anche domani. Realtà o facile allarmismo?

Il più grande vulcano sottomarino d’Europa può disintegrare e provocare uno tsunami che potrebbe inghiottire il Sud Italia […] Potrebbe accadere anche domani”, ha dichiarato il sismologo statunitense Steven N. Ward. Una dichiarazione, che dopo i fatti drammatici del Giappone, ha fatto passare la notte insonne a più di qualcuno. Sarà vero? E’ solo un’esortazione a vigilare con maggiore cura o una profetica certezza? A noi non è dato saperlo. Ciò che sappiamo, invece, è che prevenzione e consapevolezza sono le parole chiave.

Le grandi catastrofi naturali, seppur rare, accadono, e lo abbiamo visto recentissimamente in Giappone. Avere coscienza di questo non significa creare allarme; e tanto meno deve significare un catastrofismo di natura esoterico-apocalittica, come la ben nota previsione Maya della fine del mondo nel 2012. Ciclicamente, e ormai in maniera abbastanza noiosa, ci riferiscono della fine del mondo su previsioni di maghi, indovini, religioni e quant’altro d’indefinito ci riportano le cronache storiche. Non crediamoci: sono tutte emerite balle, perché queste divinazioni non hanno un neppur lontano fondamento scientifico. Tuttavia, sempre ciclicamente, accadono, come detto, grandi catastrofi naturali; e non potrebbe essere diversamente, visto che il nostro pianeta Terra è esposto a eventi naturali sui quali, al momento, l’uomo può fare non moltissimo. Se non difendersi, possibilmente prevenendo.

Vulcano Marsili

Ad esempio, la probabilità che un corpo celeste di una certa dimensione impatti sul pianeta Terra, è in realtà molto bassa per i prossimi millenni; eppure è stato predisposto un sistema di monitoraggio sugli asteroidi che passano particolarmente vicini alla Terra, al fine di tenerli costantemente sotto controllo – il Near Earth Asteroid Program della Nasa – . Così come è oltremodo opportuno che la scienza si dedichi con maggiore cura e impiego di risorse al monitoraggio degli eventi di natura tellurica e vulcanologica nel nostro Paese, in realtà turbolento rispetto al resto d’Europa, sotto questi profili.

Per questo sono apprezzabili le iniziative di monitoraggio scientifico riguardanti il vulcano sottomarino, Marsili sito nel Tirreno meridionale a un centinaio di chilometri a nord delle isole Eolie. Questo immenso vulcano di circa 70 per 40 chilometri, si erge per 3.000 metri dal fondo del mare, in quel punto profondo circa 3.500 metri. E’ un vulcano attivo e sui suoi fianchi, dove sono presenti alcuni vulcani secondari, potrebbero verificarsi notevoli smottamenti di quantità rilevanti di materiale che, come effetto secondario, potrebbero generare un maremoto di ingenti dimensioni (il ben noto Tsunami). A rischio sarebbero quindi principalmente le coste calabresi e sicule del Tirreno, nonché quelle campane.
Gli studi sono condotti dalla nave oceanica Urania del Cnr. Queste ricerche hanno constatato, in effetti, il verificarsi di consistenti frane sui fianchi della montagna.

Allarme? Panico? Nient’affatto ma, come dicevamo all’inizio, prevenzione e consapevolezza. Innalzare la soglia di attenzione e intensificare gli studi, e magari correlativamente anche i finanziamenti, è comunque importante. Ma la prevenzione e il finanziamento della ricerca scientifica, come ormai tristemente noto, non fanno parte della cultura politica e amministrativa della nostra bell’Italia. Da questo punto di vista siamo tutt’altro che ottimisti.

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