Serve un prestito? Vai al bancomat!

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Si chiamano Automatic Teller Machines (ATM) i nuovi bancomat iper tecnologici che si usano per tutto: ritirare denaro, pagare bollette, identificare banconote false, ricaricare i cellulari, pagare bollo auto e canone rai e persino compilare la domanda per chiedere un prestito.

Queste macchinette “tuttofare” si stanno imponendo alla velocità della luce. In tutto il mondo se ne contano già 2,2 milioni che passeranno a tre nei prossimi tre/quattro anni. Chi ha ipotizzato che in un prossimo futuro il denaro contante avrebbe ceduto il passo ai pagamenti elettronici, si sbaglia di grosso. E la dimostrazione è data proprio dalla crescita continua delle Atm. Un successo che, a quanto pare, non risente di alcuna crisi e che è direttamente proporzionale all’uso del denaro contante (+9% tra il 2005 e il 2009), che ancora oggi si attesta il principale mezzo di pagamento. E, almeno a quanto giurano gli analisti, questo primato resterà immutato anche nel futuro. I pagamenti con le carte saranno anche comodi, ma ancora non riescono a soppiantare del tutto l’uso del frusciante denaro. Almeno questo è quanto evidenzia il rapporto 2012 “Atm benchmarking and Industry” pubblicato, in collaborazione con la società di consulenza Value Partners, dalla Atm Industry Association (Atmia), organizzazione senza scopo di lucro fondata nel 1997.

atmPoiché la Atmia, che conta oltre 2.200 membri in sessanta paesi, ha come scopo proprio la promozione dell’utilizzo dei bancomat, qualche dubbio sull’assoluta obiettività dei dati, nasce spontaneo. Ma è indubbio che alcune dichiarazioni di Francesco Burelli, partner di Value Partners, sono oggettivamente vere. Come negare, infatti, che un prelievo al bancomat “costa dalle sei alle dieci volte in meno rispetto a un prelievo fatto in banca”? Ed ecco spiegato il proliferare dei bancomat che, nella versione multifunzione, hanno sostituito le tante filiali che gli istituti di credito, in Inghilterra ma anche altrove, hanno dovuto chiudere perché impossibile rientrare nei costi. Certo, fa sempre tristezza pensare che il posto di un disponibile cassiere possa essere occupato da una fredda macchinetta, ma tant’è!

E anche se negli ultimi anni in linea con il crescere delle transazioni, del numero di carte in circolazione e soprattutto di pari passo all’aumento delle frodi, la spesa per la manutenzione degli Atm sono aumentati del 7%, il loro costo è sempre inferiore a quello della gestione di una filiale che assomma alle già esose spese di gestione dell’immobile anche quelle del personale. Ed è così che il bancomat si trasforma in uno strumento evoluto e capace di fornire una grande quantità di servizi e negli sportelli automatici si movimentano sempre maggiori flussi di denaro. Installando sistemi ad hoc per il cosiddetto cash recycling, la macchina riesce a contare denaro, identificare banconote false e ricaricare in seguito l’Atm col contante. E, come se tutto ciò non bastasse, ti consente anche di compilare la domanda per chiedere un prestito.

Insomma, tutte le operazioni che un tempo erano delegate all’uomo oggi, grazie alle ATM, si fanno in automatico.  E’ innegabile che questo sistema bancomat più evoluto, salvo inceppamenti e/o black out, possa far risparmiare tempo agli utenti e denaro alle banche. Ma che tristezza interloquire con una macchina!

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