Satelliti Sandwich, come rubare energia allo spazio

Satelliti Sandwich, come rubare energia allo spazioCome rubare energia allo spazio senza il capitano James Kirk e l’ausilio della mitica nave spaziale Enterprise? Semplice, con satelliti Sandwich muniti di pannelli fotovoltaici di ultima generazione.
L’idea è semplicemente geniale e viene dallo spazio. Anzi, viene dagli Stati Uniti e sfrutta lo spazio per catturare energia, per la precisione proviene dai ricercatori del Naval Research Laboratory.

Come al solito, una buona parte dei progressi tecnologici nasce da esigenze di natura bellica, e anche questa volta non si fa eccezione. Il discorso in sintesi è questo. Giacché i costi dei carburanti, anche quelli per rifornire le strutture militari, sono altissimi, il Pentagono ha pensato bene di far sviluppare una modalità alternativa e del tutto creativa di produzione di energia. In special modo per quelle parti isolate del globo dove è particolarmente complicato e costoso provvedere agli approvvigionamenti di carburante. Si tratta di basi militari sperdute ai poli o in zone desertiche, che hanno bisogno di grandi quantitativi di energia funzionali alla loro operatività.

Poiché l’energia del sole è pressoché inesauribile, ma sulla Terra è spesso limitata dalle condizioni climatiche non favorevoli (e peraltro ovviamente non è possibile sfruttarla di notte), si è pensato a un flusso energetico continuativo proveniente dallo spazio. A catturare i raggi solari sarebbero dei particolari satelliti geostazionari, cosiddetti satelliti a sandwich, muniti di speciali pannelli fotovoltaici con un’efficienza di ben quattro volte superiore alla media. Sulla parte superiore del sandwich c’è l’elemento fotosensibile, in quella mediana è prevista l’elettronica che trasforma la corrente in onde radio, mentre nella parte inferiore c’è la vera e propria antenna deputata a trasmettere la radiofrequenza a terra. Da qui, dalle basi, le onde radio sono captate e convertite nuovamente in energia elettrica capace di alimentare le basi stesse.

Ovviamente il goal sta nel fatto che il sistema dovrebbe essere operativo 24 ore su 24, visto che nello spazio non c’è il problema né delle nuvole, né del giorno e della notte. Ma il tutto non è così semplice. Infatti, lo Space Robotics Group del Naval Research sta progettando dei robot per l’assemblaggio nello spazio di questi satelliti. Naturalmente i tempi per lo sviluppo del progetto non saranno brevi, ma l’idea è così interessante che già diverse altre organizzazioni hanno accolto con entusiasmo questo nuovo tipo di tecnologie. Una delle tante è la potente Shimizu Corporation giapponese, che ha in animo addirittura di realizzare una sorta di cintura solare attorno alla luna, capace di ritrasmettere l’energia solare proprio sulla nostra Terra. Resteremo in attesa di vedere che cosa succederà, con curiosità e nessuna meraviglia perché ormai nel futuro ci siamo già da tempo.

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