Santana, due accordi, solo due accordi

Santana

Guardate un po’ qua. Quest’album si chiama Caravanserai ed è dei mitici Santana. E quella lì sotto dovrebbe essere l’eterna carovana della reincarnazione.

Noi scettici puri e duri sorridiamo all’idea della reincarnazione, della metempsicosi o che so io….. E Santana crede in tutto questo, crede negli angeli, è un personaggio “spirituale per eccellenza. Sorrido se penso agli angeli e all’anima separata dal corpo, sorrido se penso a un Dio compassionevole, sorrido se penso a tutto ciò che dovrebbe essere trascendente.

Ma sorrido, anzi, rido, quando ascolto dentro quest’album “Song of the wind”. Sì, rido, perché quest’uomo ha inserito l’universo in due accordi, solo due accordi: ciclici, ripetitivi, ostinati, come si dice nel linguaggio musicale. Miles Davis, parlando con Santana, una volta gli disse che la musica un fondo era un fatto semplice, bastavano tre accordi. Qui ce n’è uno in meno.

E’ un brano dove c’è la gioia di vivere, la voglia di vivere, la coscienza di essere presenti in questo mondo e forse altrove; è l’ispirazione che si fa musica. E’ una delle più riuscite traduzioni musicali di quanto avvenne agli inizi degli anni 70, dove le idee, oltre che le ideologie, prendevano corpo e assumevano anche queste forme. Era la politica, quella buona, quella fatta di idee, che diventava musica. E vorrei riderne con voi.

Stefano Faraoni

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