Riscaldamento globale, sarà un batterio a salvarci dall’effetto serra?

Riscaldamento globale, sarà un batterio a salvarci dall'effetto serra?

Dal riscaldamento globale ci potrebbe salvare un batterio. Questi i risultati di una ricerca condotta in Inghilterra dove alcuni studiosi pensano di utilizzare un microorganismo per eliminare a monte i gas responsabili dell’effetto serra.
L’effetto serra, cui è legato inscindibilmente il problema del riscaldamento globale, è una realtà innegabile. Non a caso già da qualche tempo si studiano rimedi e soluzioni per fronteggiare un’emergenza che potrebbe assumere proporzioni sempre più gigantesche a cominciare dal prossimo anno. Le ultime rilevazioni, infatti, annunciano un 2015 particolarmente caldo.

Un’idea innovativa, da questo punto di vista, sta prendendo corpo nel Regno Unito, per la precisione nella University of East Anglia di Norwich. I ricercatori inglesi stanno studiando la possibilità di utilizzare un batterio per combattere il fenomeno del riscaldamento globale. Per la precisione questo microrganismo, dal nome bucolico Methylocella silvestris, potrebbe essere in grado di fagocitare i gas responsabili dell’effetto serra che si trovano nel terreno, sia quelli prodotti dalle attività dell’uomo che quelli provenienti da fughe naturali.

Il ricercatore Colin Murrell, professore della Facoltà di Scienze Ambientali e principale autore della ricerca, parla di enormi potenzialità. Questo batterio, sostanzialmente onnipresente ma particolarmente attivo nelle regioni del Nord Europa, dovrebbe essere in grado di nutrirsi di gas come propano e metano. Murrell spiega che il microrganismo contiene due sistemi enzimatici che lo scienziato definisce “affascinati”, che per crescere utilizzano in contemporanea ambedue i gas.

La scoperta ha, inevitabilmente, acceso grandi entusiasmi per tanti validi motivi. In primo luogo perché, come spiega sempre Murrell, fra i gas naturali il metano è quello che sul riscaldamento globale produce effetti più devastanti. E’ stimato, infatti, che in un secolo gli effetti negativi sull’ambiente prodotti dal metano, superino di venti volte quelli dell’anidride carbonica.

In secondo luogo perché da sempre la scienza è convinta che il problema del surriscaldamento del Pianeta possa essere risolto solo con la riduzione a monte della produzione dei gas altamente inquinanti. Ma questa soluzione era più facile a dirsi che a farsi. Perciò scoprire che esiste un microorganismo che impedisce a metano e propano di arrivare nell’atmosfera, non poteva che suscitare interesse e riaccendere la speranza.

In terzo luogo perché il batterio Methylocella silvestris può essere di grande aiuto anche in caso di disastri ambientali. Potenzialmente, infatti, il microrganismo potrebbe intervenire anche a fronte di importanti perdite di greggio in mare, come quello occorsa nel terribile disastro ambientale provocato dalla piattaforma galleggiante Deepwater nel 2010.

Per dovere di informazione, bisogna dire che su quest’ultimo punto in verità i ricercatori si mostrano più prudenti, essendo più realistica l’utilizzazione di questi batteri in corrispondenza della presenza dei gas a livello del suolo.

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