Dai rifiuti organici degli astronauti il carburante spaziale

Dai rifiuti organici degli astronauti il carburante spaziale

Dai rifiuti organici si può ricavare un carburante spaziale, ossia il combustibile per alimentare i razzi: da oggi per ritornare dalla luna, la benzina la potrebbero produrre direttamente gli astronauti.

E adesso ci mancava il carburante per razzi dai rifiuti organici degli astronauti! Sembra assurdo, ma pare proprio che sia possibile produrre un bel po’ di carburante con questo nuovo metodo.

Se, ad esempio, decidiamo di fare un viaggio sulla luna, al ritorno potremmo avvalerci di una quantità di metano sostanzialmente sufficiente per tornare indietro. Insomma, facciamo benzina solo all’andata e, visto che per ora sulla luna ancora non ci sono distributori, possiamo utilizzare il metano derivante dal cibo non consumato, dagli imballaggi e, last but non least, dai rifiuti organici umani.

L’idea del sistema è venuta a un gruppo di ricercatori dell’Università della Florida i quali, su sollecitazione della Nasa, hanno sviluppato questo ingegnoso sistema di riutilizzazione delle scorie. La Nasa aveva, infatti, posto il problema del riutilizzo dei rifiuti organici e no, e delle scorie, in particolare in viaggi di una certa lunghezza, come ad esempio una missione lunare (ammesso però che se ne facciano ancora, ovviamente).

L’intero processo di riutilizzazione di tutti questi rifiuti, in base ad un’apposita simulazione, ha portato a scoprire che la produzione di gas metano, un eccellente combustibile in questo caso, risulta all’incirca pario a 290 litri di metano al giorno, moltiplicato per sette giorni di viaggio.

Pratap Pullammanappallil, dell’Università della Florida, ha spiegato che è stata ricercata con insistenza una soluzione al problema, e alla fine può essere prodotto, come detto, tanto metano da poter tornare indietro dalla luna. Tra l’altro questo sistema, ovviamente, può essere ulteriormente sviluppato e adeguato anche in condizioni differenti qui sulla Terra, ad esempio per fornire carburante per il riscaldamento, oppure per i trasporti, o ancora per produrre elettricità.

Ma sulla Terra non si corrono grandi rischi. Il problema è sulla luna: e se al momento del ritorno si scoprisse che qualche astronauta improvvisamente accusa problemi di stitichezza? Sarebbero dolori, e non solo dolori di pancia per gli astronauti. Allora sì che nello spazio potrebbe echeggiare, ancora una volta, il messaggio già noto “Houston, abbiamo un problema”.

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