Pubblicità online in Italia: lenta, ma arriva

Pubblicità online

Sebbene il mercato pubblicitario on line in Italia sia in netto ritardo rispetto agli Stati Uniti, confortano gli ultimi dati IAB (Internet Advertising Board) che, annunciando un incremento di investimenti nel settore, prevedono di triplicarli entro il 2014.

 

L’Italia è lumaca per antonomasia rispetto alle nuove tecnologie. Piova o non piova, questo è il suo passo, che continua a mantenere anche nei confronti della pubblicità online. Un mercato, questo, già molto florido in altre parti del mondo, e soprattutto negli Stati Uniti, nei confronti dei quali il Bel Paese fa registrare circa quattro anni di ritardo.

Internet è già universalmente riconosciuto come il volano  dell’economia, eppure da noi, per gli usi commerciali, si utilizza ancora molto poco. Certo, gli italiani da popolo di naviganti, si sono trasformati nel popolo di internauti; ma non per fare business, ma per intrattenersi amenamente sui social network, diventati una vera mania. Una mania dalla quale non sono immuni nemmeno i politici, che ancora non riescono a cogliere in maniera corretta l’importanza di questo mezzo. E anche le aziende rimangono avvinghiate al modo tradizionale di fare “affari”: lo dimostra il fatto che più del 30% delle aziende italiane non è in Rete, e il 35% delle società non ha ancora un sito.

Senza contare che la risicata diffusione della banda larga non aiuta certo un corretto sviluppo. A tal proposito si dice che “dal primo gennaio del 2011”  dovrebbe essere introdotta la liberalizzazione dei collegamenti Wi-Fi. Se questo dovesse davvero concretizzarsi, abbiamo qualche speranza in più di accelerare il passo.  In ogni caso, secondo gli ultimi dati dell’Internet Advertising Board, il mercato pubblicitario on line italiano riesce ad accaparrarsi circa un miliardo di euro di investimenti. Ma anche così,  l’e-commerce in Italia pesa solo per lo 0,8% sul totale degli investimenti pubblicitari, contro il 4,9% della Francia e il 10% della Gran Bretagna.  Le previsioni sono di raggiungere quota 3 miliardi entro il 2014.  L’ottimistico incremento del 50% del mercato della pubblicità digitale, è stato calcolato anche sulla base dell’ impulso che daranno i tablet, un mercato che diventerà a breve molto interessante. Nel mondo ne sono stati venduti 19 milioni, nel 2011 le stime parlano di 55 milioni di tablet attivi, che diventeranno 210 nel 2014.

Insomma, le previsioni sono incoraggianti, non fosse altro perché esse dimostrano che qualcosa in questo settore si muove anche da noi. E sarebbe anche ora, perché in un mondo futuro in cui le informazioni, i simboli, i valori e sopratutto l’estetica sono protagonisti, non ci vogliono cervelloni o scienziati per capire che il web avrà un ruolo centrale in tutte le sue forme.

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