Pinus pinea di Sorrento, una storia a lieto fine

Pinus Pinea

Il Pinus pinea della Villa Comunale di Sorrento gode di ottima salute e non è mai stato un pericolo per la pubblica incolumità. Questi i risultati della perizia commissionata dal WWF.

Dopo la diffida della soprintendenza all’abbattimento, forte della perizia che scongiura definitivamente questo pericolo, il WWF chiede la riapertura della Villa e la modifica del cornicione del palazzo di qualche centimetro. 125 anni portati bene quelli del grande Pino che sovrasta “La Terrazza”, nota Villa di Sorrento. Con i suoi dodici metri di altezza e gli oltre tre di circonferenza, dopo la morte di un analogo esemplare nella Villa, è uno degli ultimi esemplari superstiti presenti sul costone tufaceo della città.

“Il grande Pino non si è mai mosso né inclinato – dichiara Claudio d’Esposito Presidente del WWF Penisola Sorrentina – è semplicemente cresciuto storto, da sempre, probabilmente a cercare la luce. Esso gode di buona salute e costituisce, senza ombra di dubbio, un elemento indiscutibile del paesaggio e della geografia dei luoghi! Abbiamo già protocollato le conclusioni della perizia agronomica commissionata dalla nostra associazione all’Agronomo Alberto dottor Galdi, riguardo all’accertamento delle condizioni di salute e di stabilità dell’esemplare storico presente nella Villa di Sorrento. A giorni consegneremo il lavoro completo, frutto di lunghe osservazioni e accurate analisi della pianta. Tale perizia sembra finalmente offrire tutte le garanzie necessarie affinché la pianta possa continuare a vegetare nella sua forma naturale senza dover subire alcun taglio cesorio o, ancor peggio, gravi amputazioni di branche che avrebbero compromesso, assieme all’aspetto estetico, anche la sua stessa vitalità”.

Si ricorda che il Pino secolare era già stato dichiarato in buona salute anni fa. Con l’avvicendarsi degli assessori preposti e le zelanti “esortazioni” poi, della ditta incaricata al Verde Pubblico, l’albero fu “riperiziato” e dichiarato pronto a cadere in qualsiasi momento. Un pericolo pubblico, insomma, una sorta di pianta killer da estirpare con “urgenza immediata”. La cosa strana è che, mentre da un lato si lanciava cotanto allarme, dall’altro non si provvedeva ad alcuna messa insicurezza di quest’area frequentata da bambini e turisti. Delle due l’una allora: o il Comune, irresponsabilmente, metteva a rischio l’incolumità dei cittadini o, molto più verosimilmente, dal Pino non arrivava pericolo alcuno.

Una storia infinita quella del Pinus pinea della Villa Comunale di Sorrento, che per fortuna e grazie al WWF ha avuto un lieto fine. Per dovere di cronaca, ne ripercorriamo alcune delle tappe principali.

Anno 2010
– Il 18 giugno il dirigente del IV Dipartimento, Ing. Guido Imperato, a seguito di una non meglio specificata segnalazione anonima, chiedeva alla ditta responsabile della gestione Verde Pubblico un’ennesima consulenza in merito allo stato di salute e stabilità dell’albero di Pino situato nella Villa. La ditta aveva consigliato di effettuare una serie di verifiche e d’indagini a pagamento e quindi, con Determina n.945 il Dirigente del IV Dipartimento aveva affidato incarico per l’effettuazione di “valutazione delle condizioni vegetative, fitosanitarie e strutturali dell’albero in oggetto”.
– Il due agosto lo Studio Tecnico consegnava Relazione agronomica nelle cui conclusioni, in contrasto con le dichiarazioni dei precedenti esperti (anche dell’ispettorato regionale) definiva la pianta in oggetto “pericolosa” e “ad alto rischio di caduta o schianto”.
La relazione in questione riguardava solo ed esclusivamente la valutazione della salute della pianta e non prendeva per nulla in considerazione eventuali interventi di messa in sicurezza nella direzione della salvaguardia dell’albero.

Anno 2011
Nel mese di febbraio il WWF lancia l’appello per salvare lo storico pino, chiedendo di prendere in considerazione eventuali accorgimenti tecnici che andassero nella direzione della tutela dell’albero, tra cui l’eliminazione di pochi centimetri del cordolo che interferisce con la crescita di un ramo e l’applicazione di eventuali protesi e/o tiranti. Ovviamente l’associazione ambientalista, già in quell’occasione, palesava tutte le sue perplessità in merito all’accanimento e all’iter seguito dall’amministrazione comunale di Sorrento che inseguiva un unico intento: l’abbattimento del grosso pino della Villa Comunale. In quell’occasione il WWF faceva rilevare, inoltre, che le perizie effettuate gli anni scorsi su tale albero, che non segnalavano pericoli e/o patologie gravi per la pianta e i suggerimenti di tenere sotto osservazione l’inclinazione del tronco, non erano mai state prese in considerazione. Anzi, a tali ragionevoli indicazioni si preferiva sempre l’affidamento di nuove (e costose per le casse comunali) perizie che, a tutti i costi certificassero il “grave pericolo” della presenza del Pino in Villa.  

In questi giorni finalmente questa lunga querelle si chiude. L’ultima perizia commissionata da WWF non lascia spazi a dubbi e incertezze: il Pino è sano e non costituisce pericolo alcuno. Per tanti che hanno seguito con apprensione la vicenda, è il momento di tirare un sospiro di sollievo.
L’abbattimento dell’albero, oltre ad apparire ingiustificato, avrebbe provocato un ulteriore grave depauperamento del Patrimonio Arboreo e del paesaggio della Città di Sorrento.

“La verità è che quel pino non è così pericoloso e non c’è nessun motivo di abbatterlo a parte il ramo che ha danneggiato “scorticandolo” un pezzo del cornicione del palazzo
aggiunge Claudio d’Espositonon ci sono documentazioni scientifiche a dimostrazione della temuta instabilità della pianta. Quell’albero non cadrà, così come non sono mai caduti tutti gli altri giudicati pericolosi che con ordinanze ad horas si volevano abbattere e poi, per fortuna salvati in extremis dal WWF. Purtroppo l’approccio a tali problematiche piuttosto che realmente scientifico è spesso solo di ordine emotivo o, peggio, legato a discutibili interessi di parte.  A farne le spese sono, oltre alle tasche dei cittadini, gli ultimi grandi alberi del nostro paesaggio, che in molti ancora ci invidiano ma che rischiamo di vedere scomparire a colpi di cemento e perizie”.

Un tempo, a fine 800, si piantavano pini domestici per lasciarli in dote alle figlie: il lungo e robusto tronco sarebbe servito per la costruzione dell’albero maestro di un veliero di qualche prode navigante. Oggi tale tradizione è sparita, e gli ultimi pini “da pinolo” sopravvissuti stanno lentamente scomparendo tra il disinteresse delle amministrazioni, fatta eccezione per il comune di Meta che ha ritenuto di sostituire tutte le Palme morte, a seguito dell’infestazione del micidiale punteruolo rosso, con nuovi alberi proprio di Pino domestico. A questo punto, dunque, non resta che sperare che Sindaco e Amministrazione di Sorrento, guidati da un briciolo di buon senso e rispetto per il loro splendido territorio, decidano in futuro per politiche ambientali simili a quelle lodevoli messe in campo da Meta e, soprattutto, si attivino per non privare lo splendido paesaggio che fa da cornice alla loro cittadina,  di meravigliosi esemplari come il Pinus pinea  appena salvato.

La triste fine degli alberi secolari

Addio vecchio Pino di Villa Nardi

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