Pink Floyd, un concentrato di genialità

Pink Floyd

Quarant’anni fa i Pink Floyd partorivano, proprio a Marzo, The dark side of the moon, quel concentrato di genialità, estro e spumeggiante proposta musicale che stenta ad invecchiare.

Anzi, diremmo che non invecchia proprio, perché la musica classica non c’è modo di farla invecchiare. Quello che più impressiona, a decenni di distanza, è constatare l’immensa quantità di idee proposte in quel disco; idee originali, elaborate, compresse e dilatate. Veramente uno scrigno dai contenuti preziosissimi e a tutt’oggi inarrivati.

Se oggi prendiamo quel vinile dei Pink Floyd, ci affacciamo a un balcone e lo lanciamo di sotto, vedremo che non planerà da nessuna parte; continuerà a galleggiare nel vento, come la sua musica, e lo vedremo diffondersi ancora, tuttora, in ogni dove, con la stessa leggiadra, scardinante potenza di quaranta anni fa. E poi volerà verso la luna. “Non c’è nessun lato oscuro della luna/Di fatto è tutta scura/ L’unica cosa che la fa sembrare luminosa /è il sole” sussurra alla fine del disco una voce. La famosa frase del portinaio degli studi di Abbey Road, dove avvenne la mitica registrazione. Ennesimo colpo di genio.

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