Obama conquista la green California

Obama Green Economy

Le elezioni di midterm per Barack Obama sono state un disastro. Poteva essere una debacle ma in California, la green economy ha dato una salvifica mano ai democratici.

L’effetto Barack Obama, che ha travolto ed entusiasmato non solo gli americani, ma il mondo intero, a soli due anni dalla conquista della Casa Bianca, è stato spazzato via dallo tsunami del malcontento che i repubblicani hanno mostrato di saper ben cavalcare. Obama perde il controllo della camera, anche se riesce a mantenere, per il rotto della cuffia, il proprio potere al Senato. I Repubblicani hanno strappato ai Democratici almeno 58 seggi alla camera bassa, conquistando vittorie indicative in vari angoli del Paese (tra gli altri 5 seggi in Pennsylvania, 5 in Ohio, almeno 3 in Florida, Illinois e Virginia, due in Georgia), ben oltre i 39 di cui avevano bisogno per scalzare Nancy Pelosi dalla guida della Camera, conquistare il controllo delle commissioni e mettere un freno all’agenda di Obama. Mancano all’appello ancora dodici seggi da assegnare, ma ormai sembra proprio che i giochi siano fatti.

Fra tutti questi dati sconfortanti per Obama, c’è almeno un successo di cui rallegrarsi. Infatti, anche se i repubblicani strappano dieci governatori ai liberals, ne perdono il più importante: la California di Schwarzenegger. Ed è proprio da qui che arriva una delle buone notizie per l’ambiente: è stata bocciata la Proposition 23, il referendum che avrebbe, di fatto, abolito la legge statale sull’abbattimento delle emissioni voluta dall’ex-governatore e indicata da Obama come un modello da riprendere su scala federale. Con una maggioranza schiacciante (59% di voti contrari) la California ha respinto il tentativo delle lobby petrolifere di cancellare la legislazione ambientale del più “verde” degli stati americani. Con la scusa che avrebbero danneggiato l’occupazione, il referendum “proposition 23″ chiedeva di sospendere l’efficacia delle norme statali per il controllo delle emissioni di gas serra e a sostegno delle energie rinnovabili fino a quando il tasso di disoccupazione della California non scenderà sotto il 5,5% per almeno quattro trimestri consecutivi. Perché attualmente il numero di senza lavoro è oltre il 12%, l’obiettivo era evidentemente quello di archiviare per sempre la legislazione ambientale della California.

Storicamente in tema d’innovazione tecnologica e salvaguardia dell’ambiente la California ha sempre fatto da apripista al resto degli Stati Uniti. A guidare le fila della battaglia per cancellare le norme a sostegno della “green economy” è stata la grande lobby petrolifera, prodiga di contributi milionari a sostegno della campagna elettorale per il sì, della quale fanno parte grandi aziende del Texas, come la Valero. La vittoria schiacciante della California assume, quindi, un valore maggiore. Segno di una cultura ambientalista sempre in crescita che ha già raggiunto anche le imprese della Sylicon Valley che si stanno riconvertendo dall’informatica al green tech e si sono schierate tutte a difesa della legge statale.

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