Un Nobel per i led a luce blu antinquinamento

Un Nobel per i led a luce blu antinquinamento

Tre scienziati giapponesi, Isamu Akasaki, Shuji Nakamura e Hiroshi Amano, hanno ricevuto il premio Nobel per la Fisica, in base ai loro studi sui diodi semiconduttori impiegati per i potenti led a luce blu antinquinamento.
Queste particolari lampade a led a luce blu si caratterizzano per la grande efficienza energetica, che significa basso consumo e alta illuminazione. Di sicuro è stato fatto un passo avanti notevolissimo rispetto alle vecchie lampadine a incandescenza o a fluorescenza. Le lampade a led possono lavorare anche con tensioni molto basse, il che le rende particolarmente adatte a funzionare con l’alimentazione proveniente, ad esempio, dai pannelli fotovoltaici.

Queste interessantissime caratteristiche fanno sì che sicuramente diverrà più agevole portare l’illuminazione in luoghi ove finora è stato molto difficile arrivare: si stima, in questo senso, che le lampade a led sono in grado di aumentare la qualità della vita per circa 1,5 miliardi di persone che non hanno accesso alla rete elettrica.

Al momento il 25% della produzione di energia elettrica mondiale è utilizzato per accendere lampadine e il contributo di questa tecnologia potrebbe essere fondamentale in termini di efficienza e risparmio.

Invero già da molti anni gli scienziati lavorano su diodi a luce rossa e verde, tuttavia il salto di qualità vero è stato proprio quello della creazione della luce blu, che in qualche misura riesce a soppiantare perfettamente, facendo anche di meglio, la luce bianca delle vecchie lampadine. L’intensità luminosa di una lampada led, a parità di consumo, è mediamente quattro volte maggiore di una lampada a fluorescenza e venti volte di più di una lampada a incandescenza.

Giuseppe Onofrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia, sottolinea che l’utilizzazione delle lampade a led e in altri sistemi efficienti di illuminazione, sia nelle case sia negli uffici e nelle industrie, consentirebbe in pochi anni di eliminare la produzione di elettricità di tutti gli impianti a carbone. Una notevole impronta ecologica e ambientalista per questa nuova tecnologia, quindi.

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