Greenpeace: Api, il bottino avvelenato, troppi pesticidi nel polline

Greenpeace Api, il bottino avvelenato, troppi pesticidi nel polline

I dati che si rilevano dallo studio pubblicato da Greenpeace “Api, il bottino avvelenato” sono davvero allarmanti: ci sono troppi pesticidi nel polline. A rischio la salute dell’ambiente e dell’uomo.

Greenpeace è seriamente preoccupata per quello che sta succedendo alle api, e più in generale all’ambiente. Quasi il 70% del polline di questi insetti, prelevato nei campi europei, è seriamente contaminato da sostanze tossiche. Lo studio è stato appena pubblicato, per l’appunto, da Greenpeace International, nell’ambito di una campagna finalizzata a salvare le api e alla protezione dell’agricoltura.

Nel polline in verità è stato trovato un po’ di tutto: sostanze chimiche svariate che vanno dagli erbicidi agli insetticidi, agli acaricidi, ai fungicicidi; insomma, di tutto e di più. Normalmente tutte queste sostanze sono prodotte in gran quantità da aziende come Syngenta, Bayer, Basf.

Lo studio e il relativo rapporto si chiama “Api, il bottino avvelenato”. Si tratta del report scientifico più esteso e accurato realizzato nel proprio genere, e fa riferimento a un gran numero di campioni di polline prelevati, oltre 100, provenienti da dodici Paesi europei.

Lo studio di Greenpeace è stato così accurato che complessivamente sono state rilevate ben cinquantatré differenti sostanze chimiche, molte delle quali decisamente dannose. Le raccolte mettono in risalto notevoli concentrazioni di fungicidi ad esempio in prossimità dei vigneti in Italia; di insetticidi nei campi in Polonia; di DDE, un prodotto altamente tossico, in Spagna; di neonicotinoide thiacloprid in Germania.

A tal proposito Chiara Ferrario, responsabile per Greenpeace della campagna Agricoltura Sostenibile, dichiara che esiste qualcosa di fondamentalmente errato nel modello agricolo attuale che, purtroppo, si basa sull’eccessiva utilizzazione di pesticidi a elevato grado di tossicità, su monocolture troppo estese e soprattutto sul controllo del sistema agricolo operato da alcune aziende agrochimiche come Bayer, Sigenta ecc.

Secondo quanto riscontrato, Greenpeace invita caldamente la Commissione Europea a prendere adeguati provvedimenti, soprattutto, in prima battuta, a vietare l’uso delle sostanze più nocive come i pesticidi clothianidin, imidacloprid, thiametoxam, fipronil e altri. Greenpeace rileva che l’esposizione a veleni micidiali purtroppo non riguarda solo le api, ma in definitiva l’uomo, e indica una correzione di rotta radicale verso un’agricoltura più sostenibile. In questo senso l’Europa può avere un ruolo importantissimo.

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