Mediterraneo a rischio siccità. Il monito del panel intergovernativo

Mediterraneo a rischio siccità. Il monito del panel intergovernativoUna delle cose che più ci preoccupa negli ultimi anni, è il mutamento climatico che sta avvenendo nella zona del Mediterraneo. Ormai è un fatto inconfutabile avvalorato da dati statistici importanti. Alcune recenti rilevazioni, inoltre, mettono l’accento su un fenomeno che qualcuno aveva previsto, ma che ora si sta rivelando una realtà: il rischio di siccità.

In questo senso è stato lanciato un monito dal panel intergovernativo che si occupa dei mutamenti climatici. La scarsità idrica potrà essere sostanzialmente di due tipi. Il primo rischio è quello della quantità, per il decremento dei quantitativi medi di precipitazioni atmosferiche nel corso dell’anno, oltre all’aumento del fenomeno dell’evaporazione. Il secondo rischio è di tipo qualitativo: la possibilità della presenza di acqua marina nelle falde acquifere dolci.

L’aspetto della scarsità idrica è quindi quello che è messo più in evidenza dal panel. Ma non è il solo. Nel secondo volume del quinto rapporto di valutazione sui cambiamenti climatici, per quel che attiene l’Europa, si sostiene che le temperature medie sono in aumento in maniera pressoché omogenea, mentre riguardo alle precipitazioni, il dato è più articolato, dal momento che aumentano nella parte settentrionale del continente, e purtroppo tendono a diminuire nella parte meridionale, cioè sostanzialmente in corrispondenza del Mediterraneo.

Ed è segnatamente nell’area del Mediterraneo che, a causa della riduzione della quantità e della qualità delle risorse idriche, l’economia, specialmente quella agricola, ma non solo, potrebbe risentirne in maniera considerevole. Nel settore agricolo, i costi della produzione potrebbero aumentare a causa dell’aumento del costo dell’acqua per l’irrigazione, con tutte le conseguenze del caso.

Sono previste inoltre altre conseguenze negative come ondate di calore, con i relativi impatti sulla salute, nonché l’aumento del rischio di incendi. Il Mediterraneo è la zona ritenuta a maggior rischio da cambiamento climatico, con impatti non indifferenti su foreste, agricoltura, infrastrutture strutturalmente insufficienti, soprattutto, salute.
Vista anche la non adeguata diminuzione delle emissioni di Co2, la società ENEA sollecita, in questo senso, un passaggio da un piano strategico a uno operativo di adattamento, di volta in volta operando interventi mirati e scegliendo priorità in base alle necessità più pressanti che si verificano.

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