Grafene: star del Festival della Scienza

Grafene, il nuovo materiale

Grafene, il materiale che ci cambierà la vita è già fra noi! Forse non tutti sanno che il grafene, il nuovo materiale del futuro è stato inventato dai russi, ma è italiana l’unica fabbrica industriale europea: la Directa Plus.

Siamo nel comasco, precisamente a Lomazzo. E in un piccolo garage, proprio come accadde a Job con i suoi PC al silicio Apple che avrebbero rivoluzionato l’era della comunicazione, un gruppo di ingegneri, fisici e chimici italiani, hanno iniziato l’avventura di una start-up brevettando il metodo per produrre grafene G+. A perfezionare la scoperta in seguito furono due ricercatori di Manchester di origine russa: Andre Geim e Konstantin Novoselov.

Ma che cos’ha di così speciale questo grafene, il nuovo materiale destinato a cambiarci la vita? A dirla così nessuno ci avrebbe creduto, eppure è vero: un foglio di grafene può essere spesso come un atomo di carbonio. E’ molto sottile e leggero, trasparente come il vetro e molto più resistente dell’acciaio. La sua conduttività elettrica è maggiore di quella del rame. Con tutte queste caratteristiche non poteva che essere definito il materiale del futuro. I suoi utilizzi? Migliaia nel campo dell’elettronica e della tecnologia, Il grafene oggi, dunque, è la guest star del Festival della Scienza di Genova che si tiene proprio in questi giorni. Uno dei suoi padri, Kostya Novoselov – che l’ha scoperto con Andre Geim – spiega le fantastiche proprietà e le prospettive del grafene, il nuovo materiale rivoluzionario. Per aver scoperto il grafene, questi due scienziati sono stati addirittura insigniti del premio Nobel per la fisica nel 2010.

Novoselov riferisce di come il grafene, il materiale nuovo destinato a grandi cose, sia un nano-conduttore molto versatile, con possibilità di infiniti impieghi nel campo della tecnologia e, soprattutto, in quello dei circuiti integrati, a causa dell’ottima conducibilità e del buon livello di dispersione termica. Al fine trasformare la ricerca in operatività, è stato creato il consorzio Graphene Project, sotto l’egida della Commissione europea; e la dotazione di circa un miliardo di euro fa ben sperare sugli sviluppi della ricerca. L’intero progetto vede coinvolti settantacinque centri di ricerca e università in diciassette nazioni europee.

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