Lo sanno anche i bambini: spreco di carta, spreco di vita

Non sprecare la carta, non stampare

Usare ancora la carta oggi fa ridere. Sprecare la carta significa distruggere alberi e sperperare acqua, due fonti di vita, e questo ormai, come dice lo spot di banca Fineco, lo sanno anche i bambini.

Gli italiani hanno un consumo di carta procapite tra i più alti del mondo: circa 200 kilogrammi, cioè circa 80 risme di A4. Ciò significa che una famiglia di 4 persone “consuma” 2 alberi ogni anno. I dati li fornisce Greenpeace. Parola d’ordine dunque eliminare lo spreco di carta.

La carta è uno dei prodotti più versatili e diffusi delle società moderne Si presta per numerosissime applicazioni quali fabbricare quaderni, libri, calendari, riviste, confezionare regali, imballare prodotti nei negozi. E’  usata negli uffici, per scrivere, per stampare documenti, per fotocopiare, e in  casa, dove si fa un abuso esagerato perché viene  usata per pulire, per asciugare e per numerosi altri scopi. Per non parlare di quello spettacolo indegno che offrono le nostre strade invase dai manifesti politici durante le campagne elettorali. Ma se è vero che è impensabile un mondo senza carta, è pur vero che, come dice la graziosissima pubblicità della Fineco,  non è impossibile limitarne il suo uso all’indispensabile.

Ma bisogna lavorare molto affinché avvenga quella rivoluzione culturale che porti alla “scomparsa della carta. Molte pubbliche amministrazioni,  per esempio, hanno già optato per la digitalizzazione che, oltre a far risparmiare loro milioni di euro, ha reso anche un grande servizio all’ambiente. I risparmi dovuti alla progressiva introduzione del digitale, ottenuti anche grazie alle nuove normative che consentono di dare validità legale al documento elettronico, riguardano più in generale tutto ciò che va dalla gestione dei cedolini degli stipendi dei dipendenti pubblici alla gestione delle fatture. Questi due elementi, tra l’altro, al centro di specifici provvedimenti per l’adozione del digitale, porteranno ad un calo della spesa rispetto ai metodi tradizionali intorno al 60 per cento. Su questa quota anche altri risparmi, come quelli legati al trattamento, alla trasmissione e alla ricerca dei documenti all’interno della PA nel suo complesso. L’insieme dei provvedimenti impatterà in modo rilevante sulla gestione documentale dello Stato, che oggi pesa per una percentuale variabile dal 2 al 4 per cento del PIL, e scusate se è poco!

Ma anche nel piccolo si possono evitare sprechi senza fatica. Le nuove tecnologie offrono tante possibilità in tale senso. Nonostante ciò, però,  continuiamo a usarne carta in quantità industriali. Spesso non resistiamo alla tentazione di stampare una copia per il piacere di “materializzare” lo scritto o solo per leggere meglio quel lungo email che a video ci da tanto fastidio. E solo un’abitudine consolidata, e le abitudini si cambiano con la buona volontà.

Evitare di usare inutilmente la carta significa che non abbattere alberi, fonte d’ossigeno e, quindi di vita; risparmiare acqua – utilizzata in rapporto di un litro a 240 per la carta normale, in altre parole servono 440mila litri per una tonnellata di carta bianca e 1800 per la stessa quantità di quella carta marroncina che sembra avanzata dal secolo scorso. Per non parlare della riduzione di rifiuti da spedire in discarica o all’inceneritore.  Basta usare piccoli accorgimenti per fare un piacere all’ambiente e, conseguentemente, a noi stessi. Ecco perché come recita lo spot di Fineco, usare ancora la carta oggi fa davvero ridere.

“Gli alberi sono liriche che la terra scrive sul cielo. Noi li abbattiamo e li trasformiamo in carta per potervi registrare, invece, la nostra vuotaggine“. Kahlil Gibran, Sabbia e spuma, 1926

Lascia una risposta