Lavoro in rosa, con il Microcredito Donne Riparti da te

Donne e impresa

Donne e lavoro: al via il programma “Microcredito Donne” legato alla campagna promozionale “Riparti da te! Bella impresa essere donna”.

Il Ministero del Lavoro, pensando alle difficoltà che da sempre hanno le donne ad entrare nel mondo del lavoro, ha varato il programma “Microcredito Donne“.

In questi tempi di crisi, sono sempre più richiesti prestiti agevolati atti a soddisfare determinate tipologie di persone o clienti. Fra le novità più appetibili in questo senso, c’è sicuramente il nuovo microcredito per le imprese al femminile. Per capire bene di cosa si tratta, è opportuno richiamarsi alla definizione data ufficialmente: “Credito di piccolo ammontare finalizzato all’avvio di un’attività imprenditoriale o per far fronte a spese d’emergenza nei confronti di soggetti vulnerabili dal punto di vista sociale ed economico, che generalmente sono esclusi dal settore finanziario formale“.

Come noto, fra le categorie più svantaggiate da un punto di vista sociale, ci sono proprio le donne, le quali accedono ai benefici di un prestito generalmente con più difficoltà, sia per quanto riguardare l’ammontare delle somme richieste, sia per quanto riguarda i maggiori tassi di interesse e le garanzie da prestare. Non essendo accettabile questo stato di cose, il microcredito, inizialmente nato per agevolare la popolazione dei paesi in via di sviluppo, si sta diffondendo anche negli altri paesi. E, infatti, proprio il Ministero del lavoro, in linea con altre nazioni sviluppate, ha deciso di ovviare, ameno parzialmente, a questo stato di cose, dando vita al programma denominato “Microcredito Donne“, allacciato alla campagna promozionale “Riparti da te! Bella impresa essere donna“.

Questo interessante strumento finanziario ha diversi obiettivi: favorire l’occupazione giovanile femminile; consolidare nuove imprese gestite da donne; reinserire nel mondo del lavoro le over trentacinque che, per vari motivi, ne sono uscite loro malgrado. In base agli articoli 111 e 113 del Testo Unico Bancario che norma il microcredito, la somma massima ottenibile per attività imprenditoriali o per lavoro autonomo, è di 25.000 euro. Non sono contemplate garanzie reali, quali, ad esempio, l’ipoteca. A completare il tutto, è previsto un servizio di monitoraggio e assistenza per i destinatari dei prestiti. Nell’ambito del microcredito, inoltre, esiste anche quello “sociale”, laddove sono finanziate persone con particolare vulnerabilità sociale, per un massimo di 10.000 euro. Pure qui, niente garanzie reali, ma il finanziamento deve essere accompagnato da “servizi ausiliari di bilancio familiare”.

A sostenere le iniziative è l’Ente nazionale per il microcredito (ENM), che fornisce, nel caso vi siano i presupposti, adeguate garanzie al soddisfacimento del credito, per poi indirizzare i fruitori verso i canali più opportuni per l’ottenimento. Hanno aderito a questa iniziativa, tra le altre, le banche Unicredit e Intesa San Paolo.

Ogni domanda per l’accesso dovrà pervenire entro e non oltre il 30 novembre 2013. Per ogni altra informazione, visitare il sito Microcreditodonna.it.

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