La volpe Polly e il WWF. C’era una volta…

Polly la volpe cieca

Polly, un cucciolo di volpe trovato in località Tordigliano – Costiera amalfitana – disperso e cieco, è stato trovato e affidato alle cure del WWF. Ora ci vede e presto riacquisterà la libertà.

Questa sì che è una bella storia da raccontare! Perché inizia con “c’era una volta”? Perché quando la realtà è bella è sempre una favola. E quando si tratta di ambiente e natura, lo è ancora di più, visto i tempi in cui viviamo dove, nonostante, gli sforzi di associazioni ambientaliste e affini, gli scempi purtroppo, sembrano non volersi arrestare. In questa favola ci sono protagonisti veri, tempi e finale vero. Veste i panni dell’attore principale un cucciolo di volpe, il resto del cast è formato da ragazzi. La regia è del WWF.

Era circa l’una e mezza di notte – racconta Claudio d’Esposito Presidente del WWF Penisola Sorrentinaquando una telefonata al cellulare ci allertava del ritrovamento di un cucciolo di volpe da parte di alcuni ragazzi, sulla via Meta-Amalfi all’altezza di Tordigliano, nell’area attualmente devastata dall’ultimo incendio boschivo. Si trattava di un giovane volpacchiotto di appena 20/30 cm di lunghezza e apparentemente in buona salute. Il primo pensiero, essendo impossibilitati a recarci sul posto e non riuscendo a contattare nessun esperto in nottata, fu quello di suggerire di provare a rimettere il cucciolo dove era stato rinvenuto e restare per un po’ a distanza per vedere se la mamma si fosse fatta viva. Sottrarre un giovane animale, talvolta solo apparentemente in pericolo o abbandonato, alle cure dei genitori nella delicata fase dell’apprendimento è spesso la cosa peggiore che si possa fare in Natura, anche se il nostro istinto, in buona fede, ci porta quasi sempre a farlo!”

Ma i ragazzi dopo aver ascoltato i rituali tre lamenti emessi del cucciolo che richiamava invano la mamma, dopo qualche ora di appostamento, osservavano un comportamento anomalo: l’animale procedeva a zig-zag sulla strada e sembrava andare a sbattere negli ostacoli, ragion per cui, non avendo il coraggio di abbandonare la piccola volpe al suo destino, all’alba, decidevano di riportarla a casa! Il giorno seguente veniva affidata alle cure degli esperti del WWF che, a una prima visita veterinaria, notavano qualcosa di strano. Si accorgevano infatti di un grave problema: la piccola volpe, purtroppo, sembrava essere cieca! Si pensò a quel punto a un urto con un autoveicolo o ad una caduta dalle rocce, ma l’assenza di ferite e/o graffi facevano escludere tale ipotesi.

Forse la volpe era nata così – continua Claudio d’Esposito – ed era sopravvissuta per i primi mesi nella tana con gli altri fratelli e poi, alle prime uscite all’esterno a circa 60 giorni di vita, si era persa o, probabilmente, la madre stessa notando un comportamento strano l’aveva abbandonata. Devo confessare che il sentimento di angoscia e di impotenza, la voglia e la speranza di trovare una qualche soluzione ci hanno attanagliato per giorni. Finché arrivò una notizia che ci diede un barlume di speranza: dalla visita specialistica fatta da un veterinario oculista risultò che non era presente alcun danno alla retina e alla pupilla, per cui si “ipotizzò” una probabile infiammazione del nervo ottico! Si decise pertanto di sottoporla a una apposita e lunga cura di antibiotici.”

Polly la volpe cieca

La giovane volpe (una femmina) incapace di orientarsi, e tanto piccola da essere contenuta in una sola mano, fu affidata alle cure dell’esperto Zoologo dottor Guglielmo Maglio. Le siringhe e le cure, prescritte dal veterinario oculista e dagli specialisti del Centro Recupero Fauna Selvatica il Frullone, si sono protratte per circa 5 giorni e poi, ancora, per altri 12. I risultati, lenti ma continui, non sono tardati a farsi notare. Molto si è detto di questo piccolo mammifero, appartenente alla famiglia dei canidi come il lupo ma, al contrario di quest’ultimo, l’uomo non è mai riuscito ad addomesticare le volpi.  Il loro carattere schivo, la diffidenza e la socialità di questi animali li rende misteriosi e affascinati al tempo stesso. Il cibo preferito delle volpi è costituito da conigli e roditori. Ma le volpi sono opportuniste e si adattano perfettamente all’ambiente in cui vivono, integrando la loro dieta con insetti, lombrichi, frutta, bacche, carogne e persino rifiuti. Questa capacità di adattamento ha permesso alle volpi di colonizzare gli ambienti più diversi, compresi quelli urbani delle periferie delle città, dove di notte non è difficile vederle vicino ai cassonetti.

La giovane Volpe, chiamata Polly, a oggi si può dire – continua Claudio – abbia riacquistato la quasi totalità della vista e si presenta in ottima forma! La qual cosa ci riempie di gioia. Stavolta il sottrarre quell’animale al suo ambiente naturale gli ha dato una possibilità di sopravvivenza che da sola, in Natura, non avrebbe certo avuto. Ora però ci aspetta la fase più complessa e delicata, ovvero disabituare totalmente la volpe alla presenza dell’uomo (il suo vero e unico pericolo) ed “addestrarla” alla predazione naturale per essere sicuri che, una volta rimessa in libertà, sia capace di sopravvivere da sola e badare a se stessa. Spesso le volpi vengono rinvenute vittime di bocconi avvelenati, ferite sull’asfalto o nelle tagliole dei bracconieri. Stavolta, per fortuna, la storia è a lieto fine. Vi terremo aggiornati sugli sviluppi della nostra “Polly” e sulla data, ci auguriamo imminente, della sua liberazione!”

E noi resteremo in attesa degli sviluppi di questa bella storia. Intanto ringraziamo il WWF sia per aver salvato la volpe, sia perché ha voluto renderci partecipi di questa bella favola. Sapere di un “lieto fine” ogni tanto, rincuora e lascia affiorare quel barlume di luce che serve a ricordarci che la speranza non è ancora spenta del tutto.

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