La Terra si riscalda e le tempeste si adeguano

Tempeste extra-tropicali, tornado

A quanto pare le tempeste si adegueranno al riscaldamento globale. Le tempeste extra-tropicali nell’emisfero sud saranno più intense per tutto l’arco dell’anno, mentre in quello nord si avranno tempeste più intense nella stagione invernale e più deboli e meno frequenti in quelle estive.

A sostenerlo è uno studio condotto da Paul O’Gorman, docente di scienze dell’atmosfera al MIT, che lo illustra in un articolo pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences. Per condurre la sua analisi O’Gorman ha esaminato il rapporto fra l’intensità delle tempeste e la quantità di energia disponibile per creare i forti venti che le alimentano nelle regioni extra-tropicali, basandosi sui dati relativi ai venti per il periodo 1981-2000. O’Gorman ha così notato che mentre nell’emisfero meridionale l’energia disponibile cresce costantemente, nell’altro il suo aumento dipende dalla stagione, crescendo durante l’inverno per diminuire in estate.

Le risposte al global warming dei due emisferi sono differenti perché, pur essendoci un aumento della temperatura e dell’umidità a livello globale, non tutto l’aumento di energia che si avrà nell’atmosfera sarà disponibile per alimentare le tempeste extra-tropicali. In particolare, se il riscaldamento avviene principalmente nella parte più bassa dell’atmosfera, ciò tende a generare venti più forti, mentre se si verifica più in alto, i venti sono più deboli. Durante l’estate nell’emisfero settentrionale, il riscaldamento è più sensibile a quote maggiori, un processo che stabilizza l’atmosfera, rendendo meno intense le tempeste.

La diminuzione delle tempeste durante l’estate nell’emisfero nord potrebbe risolversi, osserva l’autore, in un aumento dell’inquinamento dell’aria, dato che “ci sarebbe un minor movimento dell’aria a prevenire l’accumulo di inquinanti“. Le tempeste più forti per tutto l’anno sotto l’equatore, per contro, determinerebbero un aumento dei venti sull’Oceano Antartico, influenzandone la circolazione e quindi a sua volta, il clima globale. Purtroppo, conclude O’Gorman l’interazione fra oceano e atmosfera non è ancora conosciuta nei suoi dettagli e comunque dipende da fattori come lo scioglimento delle calotte polari, di cui non è nota la velocità a lungo termine.

Fonte: lescienze.espresso.repubblica.it

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