La mia scimmia. Il maledetto vizio

Il maledetto vizio

Momenti, pensieri, ricordi. E lei sempre la: la scimmia che attanaglia giorno e notte, che non lascia far nulla se non si governa con il suo pane. Sempre lei.

Si appiccica addoso come una seconda pelle e, troppo spesso, non esiste sapone che possa lavarla via. “La mia scimmia” di Rosanna Bellizzi.

Un fremito di calore mi sale fino alla radice dei capelli: l’armadietto del contatore elettrico dove nascondo la riserva è vuoto. Ore 2.20 del mattino.

Sul tavolo della cucina i fogli dei compiti da correggere sono sparsi e a metà tratteggiati di rosso e di blu. Altri 2 pacchi ancora avvolti nella strisca della classe. Intonsi.

Anche questa volta la mente torna indietro alla prima volta.

Ero ragazza. Giovane e bella. Un viso semplice e un colorito roseo.
Parrucchiere, profumo e passeggiata.
All’interno del cinema il freddo era avvolgente e palpabile l’aria delle feste con i suoi profumi di vestiti nuovi.
Stavo bene. Il mondo era in ordine.
Si poteva, allora, anche al cinema. E già il cinema era da grandi.
Quel piccolo gesto era un regalo. Lo accettai felice.
Il sapore mi affascinava .
E  il gesto….Ah! Quel gesto fu studiato a lungo nei giorni seguenti! Provato davanti allo specchio, seduta,  in piedi , camminando, con aria assorta o pensosa o allegra…
Negli anni a venire ad ogni piccola soddisfazione si associava quel momento come a suggellare  una conquista.
Poi poco alla volta mi accorsi che non doveva trattarsi più solo di questo, perché succedeva sempre più spesso, ed anche quando non c’erano mete raggiunte. Anzi proprio quando ero nel mezzo della battaglia, o quando dovevo a prepararmi alla battaglia, o quando la battaglia non ci sarebbe proprio stata il mio pensiero era lì.

Era la “scimmia”! Quella che ti prende la mente e le spalle fino a che non la addormenti, non le dai il sacrificio.
Ora la scimmia è attanagliata a me giorno e notte. Non riesco più a far niente senza doverla governare con il suo pane. Non riuscirei a dormire se non sapessi di poterla soddisfare!

Eppure ogni volta dico:”Una cosa alla volta… appena finisco penso a lei.”
Ora uscirò nel buio della notte a cercare il pane.
Senza lacrime… eppure è pianto.

by Rosanna Bellizzi

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