
Tiro con l’arco: “Un colpo, una vita”. Il doodle di Google oggi ha davvero fatto la gioia di quanti hanno la passione per questa disciplina sportiva, a torto, considerata minore.
Londra 2012, Doodle di Google ha deciso di iniziare le Olimpiadi con la prima gara di uno sport, purtroppo, ancora poco popolare: il tiro con l'arco. Eppure il tiro con l’arco è una pratica antica quanto l’uomo, legata alle esigenze vitali della sopravvivenza molto più di altre arti e discipline. Oggi, ovviamente, l’arco non è più un’arma letale ma si è trasformata in uno strumento di ricerca interiore e di rigenerazione psico-fisica. Non a caso questa disciplina sportiva aiuta chi lo pratica a trovare un centro dentro di sé, a sviluppare le proprie potenzialità di equilibrio, consapevolezza corporea, concentrazione, percezione dei rapporti spaziali e sensoriali tra realtà esterna e interna, integrazione tra mente e corpo.

Eugen Herrigel, professore tedesco di filosofia, a questo sport ha dedicato un piccolo libro, da anni molto letto e molto amato in tutto il mondo: “Lo Zen e il tiro con l’arco”. Herrigel, vuole essere introdotto allo Zen e gli è consigliato di imparare una delle arti in cui lo Zen da secoli si applica: il tiro con l'arco. Nel corso dei suoi allenamenti, mentre impara tecnica e prende dimestichezza con l’arco, comincia a capovolgere le sue idee – e soprattutto il suo modo di vivere. Mentre cerca di imparare quali sono i gesti sbagliati che gli impediscono di cogliere il bersaglio, comincia a rendersi conto anche delle sue errate convinzioni, per arrivare, infine, alla consapevolezza che i grandi ostacoli che deve superare sono proprio le cose su cui fa affidamento: la volontà, la chiara distinzione fra mezzo e fine, il desiderio di riuscire. Sarà il Maestro ad aiutare Herrigel a scrollarsi tutto di dosso, a restare vuoto per accogliere, quasi senza accorgersene, l'unico gesto giusto, che fa centro – quello di cui gli arcieri Zen dicono: "Un colpo - una vita". In tale colpo, arco, freccia, bersaglio s’intrecciano in modo che non è possibile separarli: la freccia scoccata mette in gioco tutta la vita dell'arciere e il bersaglio da colpire è l'arciere stesso.
Tra l’altro, il tiro con l’arco essendo una disciplina “dolce”, non ha in pratica alcuna controindicazione, e con archi-scuola leggeri può essere praticato da tutti: uomini, donne, giovani, meno giovani, disabili e anziani.
Grazie a Doodle Google, dunque per questa gradita dedica che ci ha permesso di parlare del tiro con l’arco: più che uno sport, una filosofia di vita.


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