
Volunia il concorrente italiano di Google! Per un po’ è stato bello crederci. Fra il dire e il fare, però, c’è sempre di mezzo quel mare magnum di rivalità e piccole meschinità che frenano l’innovazione e mortificano l’intelligenza.
Il 6 febbraio 2012 Volunia, l’anti- Google italiano partorito dalla mente di Massimo Marchiori, aveva fatto il suo tiepido debutto in rete. Più che un motore di ricerca, questo progetto può definirsi una piattaforma che consente agli utenti di socializzare durante la navigazione. Un’idea brillante ma non resa concreta almeno a giudicare dalle critiche che la prima versione della creatura di Marchiori ha fatto registrare. Dopo il lancio in molti definirono la sua grafica rudimentale. Poi si parlò anche di una gestione raffazzonata della comunicazione e di un’attività di ricerca non ottimale. Insomma, il motore di ricerca italiano non convinceva per nulla. Ora, dopo aver messo a punto qualcosa, è stato annunciato il lancio della seconda versione di Volunia che dovrebbe avvenire il 18 giugno ma (udite, udite) senza la partecipazione del suo ideatore: Massimo Marchiori getta la spugna e butta a mare con l’acqua “sporca” anche la sua creatura!
Ovviamente prende le distanze da tutte le decisioni che hanno impedito alla prima versione di suscitare grandi entusiasmi e denuncia una serie di comportamenti scorretti nei suoi confronti da parte dei suoi compagni di viaggio che non solo non mettono nel lavoro "passione, fiducia, onestà", ma lo hanno addirittura "cacciato" perché "qualcun altro” vuole prendere la direzione tecnica al suo e, soprattutto “Vuole poter decidere tutto, senza di me. E si è quindi sostituito alla mia posizione”.
Ecco su quali scogli s’infrange l’innovazione in Italia! Abbiamo bei cervelli, grande inventiva e ottime capacità comunicative. Enfatizziamo la necessità di formare gruppi per realizzare un compito comune, che nella maggior parte dei casi consiste in un lavoro o in un progetto, ma poi chi assume la leadership dimentica che per governare l’intero sistema, magari faticosamente messo in piedi, c’è bisogno di tutti e che quindi occorre spartire con gli altri soggetti coinvolti una quota del potere, ma anche delle responsabilità, dei meriti, dei successi e dei fallimenti. Oggi si parla sempre più spesso di leadership diffusa (condivisa, laterale, orizzontale) come condicio sine qua non per far decollare progetti innovativi che, migliorando la qualità della vita, ci conducano in un futuro migliore. Ma le difficoltà connesse con l’azione dell’invidia e delle rivalità all’interno dei gruppi, almeno per il momento, confinano la nostra innovazione nel campo della sperimentazione o nel regno delle utopie: un traguardo promettente ma ancora di là da venire. E Volunia ne è un esempio illuminante.


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