In arrivo un progetto di assicurazione obbligatoria dei fabbricati contro il terremoto

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Il sisma che dal 20 maggio 2012 sta mettendo a dura prova la popolazione in particolare dell’Emilia Romagna chiama in causa, seppur indirettamente, anche il mondo delle assicurazioni.

Il sisma che dal 20 maggio 2012 sta mettendo a dura prova la popolazione in particolare dell’Emilia Romagna ha riportato prepotentemente sulla ribalta delle problematiche più attuali la forte precarietà del territorio e degli edifici italiani di fronte al possibile verificarsi di eventi di portata catastrofica come, appunto, i terremoti. La questione chiama in causa, seppur indirettamente, anche il mondo delle assicurazioni.

Con il protrarsi dello sciame sismico che in special modo nelle province di Modena e Ferrara non accenna mimamente a scomparire, ricordando quotidianamente la sua scomodissima presenza, è andato diffondendosi il desiderio da parte dei cittadini di garantire al massimo la loro abitazione dai danni devastanti di un terremoto.

La stima sugli edifici fortemente a rischio in caso di terremoto riguarda infatti il 70% di essi, come affermato ufficialmente nei giorni scorsi dal Responsabile del Laboratorio rischi sismici dell’ENEA, Paolo Clemente, in occasione di un’audizione alla Camera dei Deputati. La constatazione sull’assenza di norme antisismiche al momento della costruzione di gran parte delle abitazioni ha infatti ingenerato una presa di coscienza sul grado di pericolosità degli stessi edifici in caso di evento sismico, anche nelle zone non necessariamente già direttamente colpite dall’attuale terremoto. Il timore riguarda peraltro case dalla vita ultradecennale come quelle di più recente costruzione, rivelatesi altrettanto fragili proprio perché erette senza tener conto dell’eventualità di eventi di tale portata.

Il desiderio di tutelare con una particolare forma di assicurazione la propria abitazione andrebbe a costituire anche una valida alternativa a esose operazioni di verifica strutturale che, specie in assenza del progetto originale effettuato ai tempi della costruzione degli stessi edifici, comporterebbero costi difficilmente affrontabili da gran parte della popolazione. Cosa si potrebbe fare dunque in concreto in tal senso in tempi brevi? Lo stesso ENEA (l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) ha discusso e messo a punto nel corso di un recente convegno la proposta di un progetto di legge, che a breve intende presentare all’attenzione del Parlamento, riguardante la sottoscrizione di una assicurazione obbligatoria degli edifici contro i danni da terremoto da parte dei rispettivi proprietari immobiliari.

Secondo quanto previsto dai ricercatori dell’ENEA, l’ipotetico premio assicurativo potrebbe aggirarsi intorno al centinaio di Euro per ogni unità abitativa, dunque una quota “fattibile” se commisurata agli ingenti danni di un possibile sisma. A determinare l’esatta entità del premio assicurativo concorrerebbero in particolare due principali variabili, ovvero il grado di rischio della zona di ubicazione dell’edificio stesso, stabilita in base alla scala di pericolosità sismica, e la presenza o meno di “messa a norma” in base alle stesse regole di prevenzione sismica. Questa forma di assicurazione obbligatoria consentirebbe, sulla base delle stesse stime ipotizzate dall’ENEA, di racimolare fondi per circa 4-5 miliardi di Euro all’anno, che potrebbero così essere utilizzati con la duplice funzione di risarcire le popolazioni colpite dal sisma da un lato, e di realizzare interventi di “bonifica” antisismica rendendo così sicure in via preventiva le abitazioni contro eventuali danni da terremoto dall’altro.

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