Il tempo, tra Einstein e poesia

tempo

“Che cos’è il tempo? Se nessuno me lo domanda, lo so. Se voglio spiegarlo a chi me lo domanda, non lo so più.Agostino d’Ippona

Sant’Agostino, mente eccelsa, filosofo e teologo, affermava sapere dentro di lui cosa fosse il tempo. Ma come spiegarlo? Qualche secolo dopo anche Martin Heidegger affermò che non poteva scrivere un saggio sul tempo perché a lui “mancavano le parole” per parlare dell’argomento. Dunque, chi potrebbe mai rispondere davvero alla fatidica domanda “che cos’è il tempo”?

Quanti tra filosofi, scienziati, poeti e artisti si sono posti la vexata quaestio, e quanti gli infiniti tentativi di dare una risposta. E che dire di Newton ed Einstein che ci hanno illuminato con le loro teorie che hanno spalancato le porte alla conoscenza dell’universo, partendo proprio da tesi imperniate sul “tempo”, anzi sui concetti di “spazio e tempo”. E se Newton ne fa concetti assoluti, Einstein li fonde creando uno “spazio-tempo” a quattro dimensioni. Ed è da questa geniale intuizione che parte una delle grandi rivoluzioni della fisica moderna: “la relatività”. Un concetto che proprio perché legato al tempo, esattamente come questo, sfugge alla nostra comprensione. Siamo abituati a guardare e comprendere la realtà solo attraverso i nostri sensi. Un fiore esiste perché ne vediamo il colore, ne percepiamo l’odore, ne tocchiamo forma e consistenza. Il tempo non lo vediamo, non lo tocchiamo non ne sentiamo l’odore. Lo possiamo distinguere solo attraverso gli avvenimenti che si succedono. Ma gli avvenimenti non son percepiti da tutti allo stesso modo. Ognuno li legge attraverso il proprio “tempo passato”, il “tempo presente” e l’idea che ha del “tempo futuro”. In quest’ottica, non può esistere un’idea del tempo universalmente riconosciuta: il tempo è soggettivo.

Diceva EinsteinLe esperienze di un individuo ci appaiono ordinate in una serie di singoli avvenimenti, che noi ricordiamo apparire ordinati secondo il criterio di anteriore e posteriore. Esiste quindi per l’individuo un tempo suo proprio soggettivo che in se stesso non è misurabile”. Solo per convenzione, dunque, abbiamo un tempo segnato dall’orologio atomico di Bonn che serve a disciplinare la vita “economica” del pianeta.  E anche se un’ora per tutti è fatta da 60 minuti e 3600 secondi, l’ora tra le braccia del proprio partner scorre molto più velocemente di quella trascorsa in coda sull’autostrada sotto il sole cocente. Ed ecco che tutto diventa relativo. Mentre il Tempo, sovrano assoluto delle nostre vite fugaci,  rimane l’eterno,  indefinito e indefinibile mistero.

di Eleonora Gitto

Il Tempo

E’ un gomitolo il tempo
incessante arrotolarsi
d’attimi e ore e anni
in nodi a sciogliere
e a intrecciare.
Poi un giorno
alla fine
– infine –
è giunto il filo
e quella palla morbida
che stringi fra le mani
incredulo
-adesso sai-
sono memorie.

di Annamaria Giannini

Lascia una risposta