Il re pavone: tra bellezza, mito e stelle

Il re pavone

Il pavone quando si mostra con la coda aperta, è un vero spettacolo della natura.  E la bellezza, si sa, è la musa ispiratrice per eccellenza. Il pavone tra bellezza, natura, mito, stelle e costellazioni.

Il pavone maschio esibisce tutta la sua bellezza quando apre la coda.  Non a caso l’espressione “fare il pavone” significa proprio vantarsi di qualcosa, mostrare il proprio orgoglio, farsi bello agli occhi di qualcuno. E nella stagione degli amori il maschio della specie conquista la femmina proprio “pavoneggiandosi”: apre le ali a mo’ di ventaglio esaltando così colori e bellezza. Quando si osserva un pavone, si rimane abbagliati dalla magnificenza del suo piumaggio. Con il ciuffo di penne di colore verde azzurro sulla testa; il caratteristico strascico che si apre a ventaglio di un colore che varia dal bronzo, al rame, al dorato con tanti vistosi occhi; il colore blu con riflessi verdi del petto e il suo incedere elegante e distaccato, questo uccello merita di diritto il ruolo di “re del pollaio”.

pavoneIl pavone è originario dell’India e in Oriente, proprio per il pomposo dispiegarsi a forma di ruota delle penne della coda, era ritenuto un simbolo del Cosmo o del Sole. Nel mondo occidentale era innanzi tutto il distruttore di serpenti. I colori cangianti delle penne della coda si spiegavano, infatti, con la capacità di tramutare il veleno in sostanza solare, mentre gli occhi erano considerati simbolo dell’onniscienza di Dio. Sin nelle epoche antiche era simbolo di splendore, di magnificenza. Basti pensare che al tempo dei romani, nella loro mitologia, il pavone simboleggiava la dea Giunone; nella religione cristiana simboleggiava l’immortalità. Solo a partire dal Medioevo fino a giungere ai giorni nostri, il pavone simboleggia la boria, il lusso e l’alterigia.

Il Pavone (in latino Pavo, abbreviato in Pav) ha dato anche il nome a una costellazione dell’emisfero sud. Introdotta da Johann Bayer, oggi è una delle ottantotto costellazioni moderne. All’interno della costellazione del Pavone si può osservare, con un binocolo, il grande ammasso globulare NGC 6752 che copre quasi metà del diametro apparente della Luna. Il Pavone è descritta come una modesta costellazione circumpolare, circondata da costellazioni anch’esse poco brillanti. Le sue dimensioni sono relativamente contenute; contiene al suo interno una sequenza di stelle di terza e quarta magnitudine che la rendono piuttosto semplice da individuare, poco a sudest della scia luminosa della Via Lattea del sud. La stella più luminosa è Alpha Pavonis che assegna il nome alla costellazione, ed è una stella azzurra di seconda magnitudine. Si trova una quindicina di gradi a sud della parte più orientale del Sagittario e ha una magnitudine pari a 1,94, potendo così essere utilizzata come riferimento anche dalle aree urbane per rintracciare il resto della costellazione, che si estende a sud-ovest di questa stella.

Pavone costellazione

La declinazione australe del Pavone non consente la sua osservazione dalla gran parte delle regioni dell’emisfero boreale: la stella Alpha, che è la più settentrionale della costellazione, si trova a una declinazione di -56°, restando pertanto invisibile a nord delle coste africane del Mediterraneo; dall’emisfero australe, al contrario, è circumpolare in quasi tutta la fascia temperata, mentre in quella tropicale è visibile per la gran parte delle notti dell’anno. Il periodo più propizio per la sua osservazione nel cielo serale coincide con quello della bassa stagione australe, nei mesi compresi fra maggio e ottobre. La costellazione fu disegnata dai navigatori olandesi Pieter Dirkszoon Keyser e Frederik de Houtman sul finire del XVI secolo.

pavoneAnche questa costellazione, come tante altre, ha la sua leggenda mitologica. Zeus si era invaghito di Io, giovane e bella sacerdotessa e per sottrarla alle vendette della gelosa consorte la tramutò in una giovenca. Ma Era che aveva subodorato l’inganno, ne volle la custodia e Zeus per non avere guai, la accontentò. Io fu quindi affidata ad Argo dai Cento Occhi che non la lasciava sola un attimo. Per restituire la libertà alla sua amata, Zeus incaricò Ermes di neutralizzare Argo che fu ucciso. Era, come ringraziamento per l’aiuto ottenuto e dispiaciuta per la sua fine, immortalò Argo nella costellazione del Pavone, sistemando i suoi cento occhi sulle piume dell’uccello che le era sacro.

Fonte dati astronomici: Wikipedia

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