Il colore dell’universo di Stefano Faraoni

Il colore dell'universo

“Ancor oggi una delle più grandi mistificazioni della storia è far credere che la scienza sia solo l’arido terreno della logica e che l’unica depositaria dei valori sia la Religione”. Da “Il colore dell’Universo” di Stefano Faraoni.

Questo si legge nella prefazione del libro di Stefano Faraoni. Un libro che mai come in questo momento è attuale. Un libro che parla di libertà di pensiero. La libertà di pensiero, un terrore nel 1615, anno in cui è ambientata la storia, un terrore, purtroppo, anche nel 2010. E’ incredibile come la storia, pur rincorrendosi, pur mutando gli usi e i costumi, possa restare anche tanto inamovibile. L’astronomo, protagonista del romanzo,  idealista, studioso, dotato di quella sana intelligenza e di quella grande sensibilità che asseta l’uomo di sapere, viene, per tutto questo, perseguitato. Vittima della “santa” inquisizione di allora e…di oggi. Vittima del suo desiderio di essere Uomo. Quell’Uomo che con la sua volontà di potenza, abbatte, supera, oltrepassa il muro degli schematismi che, in migliaia di anni di  religione e  falsa morale,  gli è stato imposto per  renderlo pavido,  per costringerlo a essere virtuoso, conformista e, soprattutto, per dominarlo.L’Uomo che supera se stesso e va oltre e diventa il “Superuomo” che insegue Nietzsche nella sua filosofia.

Friedrich  Nietzsche. Un altro perseguitato dalla “storia”. Quante critiche, quante distorsioni ha subito il suo pensiero. Nietzsche sarebbe stato l’ispiratore del superuomo di D’Annunzio prima e del nazismo poi e quindi razzista. Niente di più falso. La parola tedesca usata “übermensch”, anche se il significato più comune di “über” è “sopra”, può, anche, essere tradotta “oltre” quindi “oltreuomo: al di là dell’uomo. Il superuomo nicciano non è superuomo estetico, né genetico ma intrinseco, un uomo che  ha superato i valori correnti, cioè, con un’enunciazione più corretta, una trasvalutazione dei valori. Nietzsche per primo ci ha detto che occorre liberarsi della religione e dei suoi falsi valori imposti. Una volta trasvalutati tutti quelli che chiamiamo valori, ma che  sono solo  false credenze, l’uomo, non più condizionato dal bene e dal male, diventa il superuomo: al di là del bene e del male.

“Davanti a dio! Ora però è morto questo dio! O uomini superiori, questo dio fu il vostro maggior pericolo! Da quando giace nella tomba,voi siete risorti. Soltanto adesso verrà il grande meriggio, soltanto adesso l’uomo superiore diventa signore!”. Quindi l’uomo che va oltre se stesso, si supera rincorrendo il sapere e la crescita interiore che lo liberano dalle meschinità terrene e ne fanno un Dio sulla terra. Altro che superuomo d’annunziano, che non è altro che un terreno, misero prevaricatore di masse. Nietzsche non si nasconde la difficoltà di arrivare alla completa trasvalutazione, infatti dice di non averne ancora  trovati di Superuomini.

Se Nietzsche avesse letto il libro di Stefano Faraoni, forse avrebbe smesso di cercare, perché avrebbe trovato un Superuomo nell’astronomo la cui volontà non si piega e riesce alla fine a volare libero “al di la del bene e del male”, e  allora, solo allora,  riesce a vedere “l’unico colore che agli occhi degli stolti non si mostra: il colore dell’Universo”.

Il colore dell'universoUn libro, quello di Stefano Faraoni, tutto da leggere.“…Davvero è una così gran colpa cercare di capire e tentare di rendere edotti gli altri al mio pensiero? Ed esso è così turpe, così disdicevole e malvagio? Come s’io volessi con i miei scritti portare il male, e invece è tutto il contrario. Non riesco a pensare a cosa più buona ed utile e giusta che utilizzare il pensiero e rincorrere le vie del sapere,perché è possibile che anche per questo fummo creati: e se fummo creati con una mente, e se ci fu dato il pensiero, a quale scopo mutilarlo, renderlo sterile e vano, degradarlo al rango di quello delle bestie che  null’altro ambiscono avere di quello che hanno, che null’altro vogliono pensare se non quello che pensano?…”

“Mi chiedo come mai per tanti secoli solo pochissimi abbiano osato o voluto guardarsi intorno con occhi diversi, che non sono solo gli occhi della paura e dell’accettazione, ma anche quelli della curiosità e della ricerca. Invero credo di conoscere la risposta: una forza sottile ma potente ha coartato le loro volontà, ha sottratto dalle loro menti quella linfa vitale, quell’anelito di libertà che sento scorrere dentro di me, così vivo e puro da sconfiggere la paura. E’ la stessa forza che desidera che tutto rimanga uguale a se stesso; è la forza che aborrisce le trasformazioni, che evita di parlare di ciò che non conosce. Perché è proprio qui il suo potere: essa vive dell’ignoranza e nell’ignoranza” . Da “Il colore dell’Universo” di Stefano Faraoni

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