Idrogeno pulito, energia low cost con il metodo Made in Italy

Idrogeno pulito, energia low cost con il metodo Made in Italy

Da oggi sarà possibile ottenere energia low cost e , soprattutto, senza impatto ambientale anche grazie a un metodo tutto made in Italy: i ricercatori dell’Iccom-Cnr di Firenze, utilizzando elettrodi nanostrutturati e alcol etilico, hanno messo a punto un metodo per produrre idrogeno pulito risparmiando il 60% di energia.

La ricerca procede a passi da gigante anche in Italia. Si studiano soluzioni alternative alle fonti classiche di approvvigionamento quali benzina, nafta, gas e quant’altro. Oggi è il turno dell’idrogeno che può essere prodotto con metodologie, tutto sommato, nemmeno troppo complesse e con indubbi risultati di eco-compatibilità.

Una particolare ricerca in questo senso è stata condotta all’Istituto di chimica dei composti organometallici del Consiglio Nazionale delle Ricerche a Firenze, diretto da Roberto Vizza. Lo studio è stato pubblicato su Nature Communications, ed è finalizzato alla produzione di energia elettrica.

L’utilizzazione dell’idrogeno proveniente dalla scomposizione dell’acqua, cioè l’elettrolisi, già si conosce da molto tempo. Ma in realtà questo metodo comporta due ordini di problemi non indifferenti: il primo è l’elevato consumo di energia per dare vita al processo di scomposizione; il secondo, non meno importante, la pericolosità di tutto il processo, vista l’elevato rischio di esplosioni.

Il nuovo elettrolizzatore messo a punto dal team di Vizza, invece, riesce a produrre idrogeno per mezzo di alcoli rinnovabili come etanolo, glicerolo e altri. Tutto questo procedimento, rispetto a quello classico, permette di risparmiare addirittura il 60% di energia, risultato di grandissimo rilievo che apre la strada a interessanti sviluppi il profilo della produzione di energia.

Non solo, ma i test effettuati sono perfettamente compatibili con gli standard imposti ad esempio dal Dipartimento dell’Energia Usa, DOE, il quale aveva stabilito l’obiettivo di 43 KWh per chilogrammo di idrogeno prodotto, come limite per il consumo di energia elettrica. Da un punto di vista strettamente tecnico, il salto di qualità è rappresentato da elettrocatalizzatori anodici formati da nanoparticelle di palladio, depositati su appositi tubi di titanio.

Attraverso l’idrogeno, quindi, nuove e interessanti soluzioni per produrre energia a basso costo e soprattutto pulita. E il tutto accade in Italia, segno che anche nel Belpaese la ricerca scientifica sta progredendo velocemente e in maniera davvero interessante.

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