Ho ucciso Shahrazad e con lei tabù e cliché

Joumana Haddad

Joumana Haddad è una scrittrice vera. Appartiene alla sempre più rara specie di intellettuali che non si fanno intimidire…”.

“Ho ucciso Shahrazad. Confessioni di una donna araba arrabbiata”, il nuovo libro della scrittrice e giornalista libanese

Scrive Roberto SavianoJoumana Haddad è una scrittrice vera. Appartiene alla sempre più rara specie di intellettuali che non si fanno intimidire. Questo libro è una lezione di coraggio per tutti coloro che aspirano, tentano e combattono per superare i propri limiti e le proprie catene”.

L’ultimo libro di Joumana Haddad è un inno alla libertà e la dignità della donna. In queste pagine la scrittrice si racconta svelando chi è Joumana e quali sono state le esperienze della sua vita che l’hanno fatta diventare la donna che è oggi. Dalla lettura del marchese de Sade a dodici anni alle sue prime poesie erotiche, alla fondazione della rivista “Jasad” (Corpo), alle altre esperienze, nel libro scorrono, come un fiume in piena, parole e immagini che parlano di sfida, coraggio, libertà, dignità e conquiste.

Non ci sorprendono dunque le sue dichiarazioni al Corriere della Sera, in cui esprime soddisfazione e gioiia per la manifestazione delle donne del 13 febbraio “Se non ora quando?”.Finalmente diceun grido di rabbia dalle donne italiane. Vengo spesso in Italia e ogni volta mi montava l’indignazione: se nel mio mondo posso capire – pur senza accettarlo – che la donna sia trattata con poco rispetto, non posso accettarlo da un Paese come l’Italia“. E a Milano il 13 febbraio, fra i tanti, sfilava anche un cartello che inneggiava a Lilith, la donna che, per la tradizione ebraica, si è ribellata ad Adamo, sua compagna prima di Eva: un mito dimenticato e recuperato proprio da Joumana nel suo “Il ritorno di Lilith“, uscito l’anno scorso.

Nell’intervista, tutta da ascoltare, parla da donna alle donne e agli uomini. Spiega come sovente accade che “è più facile il ruolo della vittima che quello della ribelle” e fa distinzione fra femminilità e femminismo: “Preferisco parlare di femminilità più che di femminismo proprio perché quest’ultimo, pur avendo fatto tanto per le donne, è caduto in trappola: ha trasformato l’uomo in nemico assoluto, il diavolo. Invece credo in un mondo dove uomo e donna sono complici nella lotta per i diritti. Com’è successo domenica in Italia: sono stata felicissima di vedere così tanti uomini in piazza accanto alle donne”.

Vulcanica, fiera, ribelle, intelligente e bellissima, Joumana diventa simbolo di libertà, la stessa che per lei è solo frutto di un processo di emancipazione culturale: “La libertà la si acquista prima nella testa, poi nell’espressione e poi nelle azioni. La letteratura non politically correct aiuta a essere liberi“.  E la religone che ruolo ha nella sua vita?: “Con Dio ho un rapporto complicato. Litighiamo spesso. A livello sociale le religioni hanno fatto cose terribili. E’ il desiderio che fa muovere le montagne. Non la fede”. Ecco spiegato perché Joumana Haddad oggi è considerata una delle più importanti autrici arabe contemporanee. Approcciarsi ai suoi libri, alle sue poesie, al suo mondo, significa fare i conti con parole scomode e a volte crudeli, ma avvolgenti, vibranti; parole dai significati e dalle forme capaci di essere sempre là dove il lettore meno si aspetta che siano, impreviste e imprevedibili, taglienti, decisive, graffianti, e al contempo sensuali, calde, avvolgenti. In poche parole significa avere a che fare non solo con una “vera scrittrice” come dice Saviano ma anche e soprattutto con vera donna.

Ho ucciso ShahrazadScheda

Libro:     Ho ucciso Shahrazad. Confessioni di una donna araba arrabbiata
Autrice:  Joumana Haddad
Editore:  Mondadori
Genere:  Scienze sociali
Collana:   Piccola biblioteca oscar

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