HEADS, il nuovo rilevatore di disastri ambientali da idrocarburi

HEADS, il nuovo rilevatore di disastri ambientali da idrocarburiE’ stato realizzato dalla società globale Indra in collaborazione con la Repsol e si chiama HEADS, Hydrocarbon Early and Automatic Detection System, il nuovo sistema di rilevazione dei disastri ambientali da idrocarburi.

HEADS è il nome del sistema che probabilmente, nei prossimi anni, ci aiuterà molto contro le dispersioni di greggio in mare. Come noto, i disastri ambientali conseguenti a queste fughe sono sovente di proporzioni gigantesche, tali a volte da modificare in maniera difficilmente reversibile un intero ecosistema. Normalmente queste fughe di greggio, di maggiore o minore portata, promanano da piattaforme estrattive o da navi trasporto. Nel secondo caso si ha una maggiore difficoltà nell’individuazione, specialmente se la nave è in movimento.

La tecnologia di HEADS consente di ovviare alla problematica con un’utilizzazione sincronizzata di due modalità di rilevamento: radar e infrarossi. La combinazione di questi due sistemi, sapientemente sintetizzati da un apposito software, riduce di molto il margine di errore in ordine alle rilevazioni. In particolare nell’area dove si è verificato il disastro, il sistema radar rileva sulla superficie del mare la differenza di rugosità fra l’acqua e l’idrocarburo. In contemporanea il sistema a infrarossi rileva la differente temperatura tra i due liquidi. Tutti i dati raccolti sono poi elaborati da HEADS e i risultati inviati a un centro di controllo deputato a operare i passi successivi.

HEADS provvede automaticamente a inviare l’allarme per i provvedimenti necessari. Non solo, il sistema è in grado di individuare i natanti che navigano in zona: questo può consentire interventi, anche se non definitivi, operati con una certa celerità. E ancora, qualora vi fossero problemi circa l’identificazione del natante che ha sversato dolosamente o colposamente l’idrocarburo in mare, tramite questo sistema di rilevamento si può giungere con un buon grado di successo all’identificazione del natante stesso.

Si tenga conto del fatto che HEADS opera sostanzialmente in qualsiasi condizione metereologica sia di giorno, sia di notte. I tempi di risposta del sistema sono estremamente celeri, dell’ordine di due minuti. Il progetto comunque, avviato nel 2011, è in fase di costante implementazione e si avvale di un team di tecnici e ricercatori che spaziano dalla fisica, alla chimica, all’informatica e quant’altro possa esprimere di meglio la tecnologia odierna.

Lascia una risposta