H2 Energy Now, da Isralele la start up per l’idrogeno

H2 Energy Now, da Isralele la start up per l'idrogeno

Si chiama H2 Energy Now  ed è nata in Israele  l’innovativa start up che ha messo al centro dei suoi studi l’idrogeno. Ed ecco che come fonte rinnovabile, arriva con piena dignità anche l’idrogeno.

Con piena dignità perché finora i tentativi di utilizzare questo elemento come fonte di energia c’erano stati, ma scarsamente produttivi di risultati a breve e medio termine.

Alla questione sta pensando in maniera originale e concreta, la start up israeliana, H2 Energy Now. Il metodo per immagazzinare energia dovrebbe essere quello spiegato da Sonya Davidson, presidente della società.

La produzione che H2 Energy Now sta sperimentando si basa sull’acqua. Il sistema usa onde radio a determinate frequenze che separano l’idrogeno dall’ossigeno. Questo sistema si avvale della possibilità di utilizzare sia acqua salata che non. Quando l’idrogeno viene isolato, può essere immagazzinato in un contenitore leggero.

Una volta “stoccato”, l’idrogeno stesso è pronto per essere utilizzato quale fonte di alimentazione per energia elettrica o magari per carburante per auto. Ma una delle cose più importanti, a detta della Davidson, è che l’idrogeno, in quanto tale, risulta essere sicuro, e quindi può essere conservato, ad esempio, anche in appositi serbatoi nelle autovetture senza che vi sia il pericolo di deflagrazioni.

Prova ne sia l’utilizzazione che attualmente ne stanno facendo importanti case automobilistiche come la Nissan e la Honda, le quali, lungimiranti, stanno da tempo sviluppando strade per alimentazioni alternative delle autovetture, che sicuramente hanno un futuro.

La questione principale che H2 Energy Now si troverà ad affrontare sono i costi di produzione dell’idrogeno che l’uso di queste tecnologie fa levitare a dismisura. E’ vero che l’acqua è onnipresente e in molte parti del mondo addirittura gratuita o quasi, ma il processo di separazione dell’idrogeno dall’ossigeno ha un costo elevato, tale comunque da non rendere ancora conveniente l’acquisto di autovetture alimentate con questa fonte rinnovabile.

Ma non c’è dubbio che, qualora i processi di produzione dell’idrogeno vedano abbattuti i propri costi, e comunque le tecnologie vengano implementate in maniera importante, dal momento che l’acqua, almeno in occidente, ce l’abbiamo quasi tutti, non è nemmeno difficile ipotizzare piccoli impianti in casa per la produzione di questa fonte rinnovabile “pulitissima”. E allora, addio benzina, diesel, GPL e chi più ne ha più ne metta.

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