Green Economy, il buon esempio tedesco

Green Economy

La Green Economy in Germania spicca il volo. Ecco i risultati dello studio Environmental Performance Review dell’OCSE.

A quanto pare in Germania la crisi o non c’è, oppure non ha per nulla intaccato le politiche ambientali che, secondo lo studio dell’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico,  hanno fatto registrare ottimi avanzamenti in campo ambientale. E sono encomiabili anche le previsioni per il futuro, infatti, entro il 2020 sono stati prefissati ben trentacinque obiettivi da raggiungere. Tra questi ci sono:

  • raddoppio della produttività energetica tra il 1990 e il 2020 (+40,5% raggiunto nel 2009);
  • la riduzione delle emissioni di gas serra del 21% tra il 1990 e il 2010 (- 25% raggiunto nel 2010) e del 40% entro il 2020;
  • aumento della quota di fonti energetiche rinnovabili sul consumo totale di energia elettrica del 12,5% entro il 2010 (+17% raggiunto nel 2010) e del 30% entro il 2020

Perché in Germania le politiche ambientali sono così all’avanguardia? I politici Verdi tedeschi sono davvero così bravi, oppure c’è una consapevolezza diversa della necessità della tutela ambientale a vantaggio anche dell’economia? Sempre secondo l’indagine dell’OCSE, la Germania ha iniziato a investire in politiche ambientali sin dagli anni ‘70 quando i primi interventi riguardarono la riduzione delle emissioni inquinanti delle centrali elettriche e di altre fonti. E non sotto uno stimolo puramente ambientalista sia chiaro, ma soprattutto in virtù del risparmio energetico perché se una centrale elettrica inquina meno, risparmia anche energia. Nel decennio 80-90 invece, la Germania si è concentrata sia sulla gestione dei rifiuti sia sul riciclo portando la Germania a essere uno dei paesi leader nella raccolta differenziata; altri interventi sempre nello stesso decennio hanno riguardato le norme per l’emissione degli autoveicoli andando a ridurle progressivamente. La Germania in Europa:

  • nel 2009 riciclava già il 63% dei rifiuti urbani in Europa;
  • recuperava l’80% dei rifiuti industriali e commerciali;
  • recuperava il 90% dei rifiuti da costruzione e demolizione.

Si ricorda, inoltre, che in Germania sono in vigore tre principi: il principio di precauzione, il principio chi inquina paga, e il principio di cooperazione.

Una lezione, quella che ci arriva dalla Germania, di cui dovremmo cominciare a fare tesoro. Anche perché, secondo le stime del Ministero federale dell’ambiente, della protezione della natura e la sicurezza nucleare (BMU), quello legato all’ambiente è diventato un potente settore economico in espansione, con un fatturato annuo di 50 miliardi di euro, tassi elevati delle esportazioni (25% del mercato mondiale a ciclo chiuso delle tecnologie di gestione), con un forte potenziale di crescita giacché le esportazioni sono stimate per circa 9,7 miliardi di euro entro il 2020.

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