Energia solare per il gabinetto del futuro

Energia solare per il gabinetto del futuroIl gabinetto a energia solare. Sembra uno scherzo, una boutade, ma non è così. L’idea rivoluzionaria, pensata per l’India, arriva dal Colorado e c’è da giurarci che è destinata a cambiare il gabinetto del futuro.

Gli Indiani hanno notoriamente, da secoli, problemi di natura igienica, mentre gli Americani hanno dalla loro l’intelligenza e soprattutto la tecnologia. Così gli Statunitensi hanno deciso di supportare la nazione indiana per far fronte ad alcune sue mancanze strutturali. Non dimentichiamo che al momento l’India conta quasi un miliardo e trecento milioni di persone. A fronte di una massa umana che sta raggiungendo livelli critici, il governo indiano ha deciso di porre riparo alle carenze igieniche, supportando progetti moderni che affrontino la problematica in termini pratici e possibilmente vincenti.

Ma la questione si è rivelata anche più complessa di quello che si pensava perché, oltre alle carenze igieniche, nella nazione indiana c’è il problema diffuso della penuria d’acqua, soprattutto in alcune zone particolarmente povere del Paese. Per forza, dunque, si doveva inventare un gabinetto ad energia solare che funzionasse senza acqua e che assicurasse al contempo un adeguato smaltimento degli escrementi. Ecco che quindi nasce l’idea geniale, decisamente rivoluzionaria: una università del Colorado ha inventato di sana pianta un sistema che sarà presentato verosimilmente la prossima settimana a New Delhi, una delle città indiane super popolate che ha estremo bisogno di questi gabinetti innovativi.

Invece dello sciacquone, caro alla nostra memoria e tutto sommato praticissimo per chi ha acqua a sufficienza, un sistema avanzato funzionante a energia solare consente la trasformazione degli escrementi umani in un fertilizzante utilissimo per l’agricoltura. Le dimensioni dei gabinetti, sia pubblici sia privati, consentono la loro allocazione in posti anche relativamente stretti. I costi dell’operazione non sembrano così eccessivi, e comunque sono ampiamente ripagati da benefici di natura igienica facilmente comprensibili.

Da parte sua, la Banca Mondiale, in uno dei suoi numerosi rapporti annuali, a novembre dello scorso anno ha reso noto dei dati sconcertanti sull’utilizzazione dei gabinetti in India: circa la metà della popolazione, cioè seicento milioni di persone, non li utilizza, facendo i propri bisogni all’aperto, vuoi per necessità, vuoi anche per un malcostume atavico. Tutto ciò, ovviamente, con grave nocumento per la salute delle persone e più in generale dell’igiene degli ambienti dove l’antropizzazione è massima.

Si prevede che alla presentazione del progetto americano parteciperanno moltissimi governanti e istituzioni indiane intenzionate ad affrontare in termini risolutivi la problematica.

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