Fotovoltaico sui condomini? Facile con la nuova riforma

Riforma del condominio

La legge 220/2012 è entrata in vigore il 18 giugno 2013 e, oltre a riscrivere alcune regole fondamentali del vivere civile, affronta anche alcune questioni fondamentali legate alla produzione di energia rinnovabile. Ecco gli articoli della nuova riforma.

La nuova riforma si chiama “Modifica alla disciplina del condominio negli edifici – Riforma del condominio” ed è formata da trentadue articoli che rivisitano la parte del codice civile dedicato al condominio negli edifici (artt. 1117 e successivi). In materia energetica ci sono alcune novità degne di nota, una di queste è la possibilità di realizzare impianti innovativi per la produzione di energia solare, eolica o comunque da fonte rinnovabile.

Chi ha intenzione di dotare di pannelli fotovoltaici il lastrico condominiale per dotare il suo appartamento di una tecnologia più sostenibile, sottoponendo la richiesta all’assemblea, da oggi può riferirsi all’articolo 2 che introduce l’articolo 1117-bis c.c., di nuova formulazione. Questo articolo consente l’ampliamento della nozione di condominio, includendovi espressamente anche i cosiddetti condomini orizzontali quali, ad esempio, i villaggi residenziali e i “supercondomini”, quelli cioè costituiti da più condomini. Inoltre, prevede che la modifica della destinazione d’uso delle parti comuni richiede un numero di voti che rappresenti i 4/5 dei partecipanti al condominio e i 4/5 del valore dell’edificio. E se qualcuno dovesse avere dubbi sulla fattibilità dell’opera, è giusto che sappia che l’opportunità di installare impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili può essere destinata anche “al servizio di singole unità del condominio sul lastrico solare, su ogni altra idonea superficie comune e sulle parti di proprietà individuale dell’interessato”. Questo, in poche parole, significa che è possibile installare un impianto anche solo per il vostro appartamento in cui abitate. E questo è possibile grazie all’articolo 5 incide sulla materia delle innovazioni riscrivendo l’articolo 1120 c.c.

L’articolo 5, infatti, sancisce che i condomini possono approvare alcune tipologie di innovazioni con la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell’edificio (ai sensi del secondo comma dell’articolo 1136 c.c.). Tali innovazioni, nel rispetto delle normative di settore, possono avere a oggetto, tra l’altro: il contenimento del consumo energetico; la realizzazione di parcheggi; la produzione di energia da impianti di cogenerazione e da fonti rinnovabili da parte del condominio o di terzi che conseguano a titolo oneroso un diritto reale o personale di godimento del lastrico solare o di altra idonea superficie comune.
Ovviamente, lo stesso articolo 1117-ter vieta in tutti i casi le modificazioni delle destinazioni d’uso che possono recare pregiudizio alla stabilità o alla sicurezza del fabbricato o che ne alterano il decoro architettonico. L’assemblea, in questo caso, può prescrivere con la maggioranza (di cui all’articolo 6 che sostituisce l’articolo 1122 del codice civile), modalità alternative di esecuzione o imporre cautele specifiche. Con la medesima maggioranza, può altresì subordinare l’esecuzione alla prestazione, da parte dell’interessato, a idonea garanzia per i danni eventuali.

E se mentre si è già in corso d’opera, qualcuno osteggia ancora l’installazione del vostro impianto fotovoltaico, niente paura, perché c’è l’articolo 1117-quater a dettare disposizioni per la tutela contro le attività che incidono negativamente e in modo sostanziale sulle destinazioni d’uso delle parti comuni. In tali casi, l’amministratore o i singoli condomini possono diffidare l’esecutore di tali attività e chiedere la convocazione dell’assemblea che delibera in merito alla cessazione delle attività, anche mediante azioni giudiziarie, con la maggioranza prevista dal codice all’art. 1136.

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