Fotovoltaico dallo spazio, ecco l’energia del futuro

Fotovoltaico dallo spazio, ecco l’energia del futuro

Fotovoltaico: si può utilizzare lo spazio per allocare dei collettori di energia da ritrasmettere sulla Terra? Certo che si può, ed è proprio con questa modalità che attingeremo l’energia del futuro.

Ovviamente per questo innovativo e straordinario impianto fotovoltaico spaziale servono tanti soldi, ma il progetto è fattibile. Ma andiamo per gradi. La prima delle fonti energetiche pulite è il sole, come noto. Il sole si trova nello spazio e fa arrivare la sua energia luminosa attraverso l’atmosfera terrestre, che filtra parzialmente la luce e quindi ne fa passare solo una parte.

A parte il filtro delle zone più alte dell’atmosfera, le aree più basse incontrano gli imprevisti meteorologici, con conseguenti annuvolamenti pregiudizievoli per la luce. Oltre a questo i collettori di luce solare che stanno sulla Terra, risentono ovviamente del fenomeno della rotazione terrestre, che si concreta nella presenza del giorno e della notte.

Nello spazio tutto cambia: non ci sono nuvole, non c’è atmosfera, non c’è giorno e notte. Che cosa significa? Significa che si possono piazzare dei pannelli solari in orbita intorno al nostro pianeta, col compito di raccogliere luce che, debitamente riconvertita sotto altra forma energetica, possa essere ritrasmessa a terra. Insomma, nello spazio un impianto fotovoltaico sarebbe perfetto.

Tre grandi Paesi, come Usa, Cina e India, stanno sviluppando progetti in questo senso, con l’idea di utilizzare una tecnologia wireless, cioè senza cavi o fili. Al momento esistono due opzioni per consentire di trasmettere l’energia sulla Terra.

La prima modalità, probabilmente la meno costosa, è quella a raggi laser. Costerebbe tra i 500 milioni e il miliardo di dollari, e il ridotto diametro del fascio laser agevolerebbe molto la raccolta a terra.

La seconda modalità è quella della trasmissione tramite microonde, cioè infrarossi. Questa modalità sarebbe più costosa, ma avrebbe il pregio della non dispersione dell’energia trasmessa. Il laser invece perde energia attraverso nuvole e pioggia, gli infrarossi non ne risentono.

Certo, sono tecnologie future e futuristiche, non dietro l’angolo, tuttavia studi accurati e progetti, come detto, sono già in cantiere. Una cosa è certo: il fotovoltaico, o meglio, il sole sarà comunque la fonte energetica principale nel futuro.

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