Ebook per salvare il sapere

eBook per salvare il sapere

Ebook, il sapere si salva con l’accessibilità. Quale sarà il futuro dell’editoria italiana?

Questo il tema del workshop internazionale di Milano, If book then , organizzato da 4ITGroup, società di comunicazione, e da Book Republic, noto distributore di ebook.

Ospite d’eccezione della due giorni di Milano dedicata agli ebooks sull’editoria Peter Brantley, pioniere dell’editoria digitale, direttore del Book Server Project di Internet Archive e cofondatore della Open Book Alliance. “Presta il libro, salva il libro”, ovvero: “Preservare il sapere attraverso l’accessibilità”. Questo il motto di Brantley. Ed è proprio dalla convinzione di questo pensiero che arriva un suggerimento per salvare il patrimonio letterario che, soprattutto nel nostro Paese, se non sarà presto digitalizzato e aperto agli Ebook, rischia l’oblio.

Il problema, secondo il guru dell’editoria, non è digitalizzare i libri di carta, ma il fatto che al momento vale il principio che si possono trasformare in versione elettronica solo le opere classiche di pubblico dominio, che sono solo il 20% dell’intera produzione letteraria.  Quindi, bisogna, necessariamente, estendere la conversione elettronica ai numerosi volumi del Novecento che spesso finiscono fuori catalogo – quindi introvabili – ma che non sono ancora di pubblico dominio. Per fare questo ci sono le biblioteche. Qui si possono digitalizzare i libri e poi prestarne la copia elettronica, così che anche il patrimonio del Ventesimo secolo non sarà perso. Un meccanismo che potrebbe essere utile anche per gli inediti.

Certo, in Italia il mercato indietro di almeno tre anni rispetto a quello americano. Ha caratteristiche e dimensioni diverse, ma anche da noi gli editori locali cominciano ad acquisire la consapevolezza piena che il futuro dell’editoria italiana è tracciato inevitabilmente dalla digitalizzazione dei testi. Devono trovare soluzioni innovative per stare al passo con gli altri paesi e non ritrovarsi fuori da un mercato in evidente espansione. Certo ci sono molti problemi da affrontare e risolvere, ma alla creatività italiana non mancheranno stimoli e idee per rimettersi al pari e, soprattutto, salvare il nostro immenso e inestimabile patrimonio letterario.

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