E piove

E piove

Capita a tutti, in giornate maledettamente piovose come questa, di sentirsi al sicuro a casa e di osservare da dietro i vetri, la pioggia che cade. “E piove“, di Eleonora Gitto

La pioggia ha ispirato molti poeti. Da “La pioggia nel pineto”, una tra le più belle poesie di Gabriele D’Annunzio dedicata a Ermione, la donna amata, a “Piove” di Eugenio Montale, parodia della stessa poesia dannunziana. “…Piove non sulla favola bella di lontane stagioni, ma sulla cartella esattoriale, piove sugli ossi di seppia, e sulla greppia nazionale…”, scrive Montale che, dissacrando il testo dannunziano, utilizza la struttura metrica e i rimandi alla pioggia per ribadire la sua concezione pessimistica sull’uomo e la natura.

Comunque sia, non si può negare che la pioggia, da sempre, affascina. La guardi dietro i vetri con aria sognante e ti mette addosso una dolce malinconia. Ti riporta a momenti romantici, vissuti o da vivere. Se si osserva il mondo mentre piove, ci si accorge che, sotto quella lucentezza che solo l’acqua sa dare, tutto assume un colore diverso. La vita è diversa. Le strade sono deserte. I pochi passanti si affrettano a tornare a casa tentando inutilmente di non bagnarsi. Il vento piega i rami degli alberi e porta via frammenti di città mentre l’acqua ripulisce le strade. E quando non è un uragano, quanti non vorrebbero sguazzare nelle pozzanghere cantando “Singing in the rain”?

Tutto questo però, quando i periodi piovosi non si prolungano. Perchè allora, si comincia a essere insofferenti alle giornate grigie, agli ombrelli, all’umidità che le nostre ossa non gradiscono, al traffico che sembra impazzire ancora di più sotto l’acqua. Le gocce che cadono non sono più viste come le lacrime che ci manda il cielo per dissetare, ma come lo scarico di uno sciacquone che il cielo stesso ci tira addosso per dispetto. Finisce la visione romantica della “pioggerellina di marzo che picchia argentina” e si comincia a vedere un nemico antipatico e dispettoso in ogni singola goccia. Senza considerare che, mai come oggi, solo l’odore della pioggia mette in ansia intere comunità. Frane, smottamenti, dissesti, ci hanno fatto smettere di pensare a lei come un’amica che “dà vita alla vita”. Ne abbiamo paura e la malediciamo ogni volta che provoca devastazioni e morte. Ma è davvero colpa della pioggia? E’ la pioggia il nemico da combattere? Non sono forse l’incuria, la disattenzione, gli abusi di ogni genere, alla base di un dissesto idrogeologico che sembra non avere fine? No, non è colpa della pioggia o del destino cinico e avverso che si accanisce. Per troppi anni nel nostro Bel Paese, dissesto idrogeologico, incendi, scarsa manutenzione, cementificazione selvaggia e abusiva, hanno rappresentato il modello di sviluppo del territorio. La pioggia, caso mai, quando devasta, si sta solo ribellando all’operato dell’uomo e “se furia diventa è solo monito attento”.

E piove
di Eleonora Gitto

Un cupo grigiore avvolge  la valle
Sui monti oscurati uno squarcio di luce
Il cielo rombante annuncia il suo arrivo
Ed ecco che avanza la dama impettita
Un vento imperioso sorregge il suo velo
E foglie danzanti le fanno da schiera

Cammina altezzosa, s’insinua curiosa
Lucida, lava, disseta e sgomenta
La guardi stranita, ascolti il suo canto
dall’unica nota che rompe il silenzio
al coro impetuoso che ferma i pensieri

Scrosciante e gloriosa conquista la scena
Le strade deserte le donano onore
Amica nemica del lesto passante
che solo e tremante
teme il suo fare di  furia incosciente

Ma è dolce la Pioggia
Dà  vita alla vita,
Se furia diventa è solo monito attento

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