E che so’ le nuvole? Una gemma di Pasolini

Nuvole

“Cosa sono le nuvole”, grazie a Pier Paolo Pasolini che ci ha regalato questa gemma preziosa, grazie agli Avion Travel, a Stefano Bollani, a Dolcenera, a Peppe Servillo e, infine, a Elio e Nevruz, per aver riconsegnato al pubblico di massa una canzone di così disincantata, ingenua bellezza.

– “Iiiiih, che so’ quelle?”
– “Sono le nuvole”.
– “E che so’ le nuvole?”
– “Bah!”
– “ Quanto so’ belle! Quanto so’ belle! Quanto so’ belle!”
– “Ah! Straziante meravigliosa bellezza del creato!”

Sono queste le battute finali dell’episodio “Cosa sono le nuvole”, uno dei sei che fanno parte del film collettivo Capriccio all’italiana del 1967, diretto da Pier Paolo Pasolini e interpretato da Totò, Ninetto Davoli, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia.

Pasolini, anche con questo film, offre una riflessione amara sui significati dell’esistenza umana e sui rapporti tra l’apparire e l’essere, tra la vita e la morte. Questa volta si serve di una “rappresentazione nella rappresentazione”: utilizza un famoso dramma per fornirne una rappresentazione comica e sceglie di avere come interpreti uomini-marionette. Il tutto si svolge di fronte a un pubblico popolare che, a sua volta, è attore protagonista in questa commedia, che finisce con sguardi rapiti dal cielo e dalla bellezza delle nuvole, mentre riecheggia la grande voce dell’indimenticato Domenico Modugno che canta la canzone che porta il titolo dell’episodio. Totò veste i panni del burattino Jago e Ninetto D’Avoli quelli di Otello in una “recita della recita”. A un certo punto la rappresentazione è interrotta dal pubblico che, nel momento più drammatico irrompe sulla scena e, disapprovando i comportamenti di Otello e Jago, li fa a pezzi. Qui entra in scena lo spazzino Domenico Modugno che getta i resti delle marionette in una discarica, dove i due fantocci scoprono per la prima volta le nuvole. E come ha detto Dolcenera, ironia della sorte, questo è anche l’ultimo ciak per il compianto Totò.

La canzone “Cosa sono le nuvole”, scritta dallo stesso Pasolini con la musica di Domenico Modugno, è un pezzo cult di grande atmosfera. In qualsiasi versione essa si riproponga e in qualsiasi tempo, riesce sempre a far vibrare quelle corde che solo le grandi emozioni riescono a toccare. Fra i grandi che l’hanno continuata a riproporre negli anni – Avion Travel, Stefano Bollani, Dolcenera, Peppe Servillo -,  Stefano Belisari (in arte Elio) ha voluto riproporla al talent show italiano XFactor affidandola a Nevruz. Probabilmente quest’artista esordiente già non ha nulla da invidiare ai grandi artisti che l’hanno preceduto, perché anche la sua è stata un’interpretazione che ha saputo rendere omaggio a questo pezzo. L’esibizione è stata così intensa e convincente che, vinca a meno l’edizione di quest’anno del programma condotto da Francesco Facchinetti, ha già collocato Nevruz fra i grandi della canzone italiana.

Cosa sono le nuvole?
Di Pasolini- Modugno

Ch’io possa esser dannato 
se non ti amo. 
E se così non fosse 
non capirei più niente. 
Tutto il mio folle amore 
lo soffia il cielo 
lo soffia il cielo… così.
Ah! Malerba soavemente delicata 
di un profumo che dà gli spasimi! 
Ah! ah! tu non fossi mai nata! 
Tutto il mio folle amore 
lo soffia il cielo 
lo soffia il cielo… così.
Il derubato che sorride 
ruba qualcosa al ladro, 
ma il derubato che piange 
ruba qualcosa a se stesso. 
Perciò io mi dico 
finché sorriderò 
tu non sarai perduta. 
Ma queste son parole 
e non ho mai sentito 
che un cuore, un cuore affranto 
si cura con l’udito.  
Tutto il mio folle amore 
lo soffia il cielo 
lo soffia il cielo… così.

Il Balletto di bronzo, ci voleva Nevruz

Ultimi Commenti
  1. Luigi

    Vorrei far notare che nessuno ha mai rilevato che il testo della canzone musicata da Modugno e’ tratto dai Sonetti di Shakespeare.

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