Donna Summer, the Queen in un ricordo

Donna Summer

Donna Summer ha smesso di lottare. Oggi la regina della disco music (Queen of Disco), il simbolo, l’artista e, soprattutto, LaDonna Andre Gaines, hanno deposto le armi arrendendosi a quella bestia feroce chiamata cancro.

Anni 70. Mitici, confusi, duri, caotici. Anni di protesta, di grandi sconvolgimenti. Gli anni di piombo, delle bombe, degli scioperi generali che vedevano uniti il mondo del lavoro, della scuola, della sanità, della casa e dei trasporti.  Ma anche gli anni delle discoteche e della disco music così invisa da chi amava la musica “impegnata”, più politica. Così odiata da quanti amavano la musica da ascoltare e non da ballare, e snobbando questo fenomeno che ormai dilagava, si rifugiavano nel più elitario rock progressivo.

Per molti di noi, erano gli anni in cui si abbandonava l’adolescenza per affacciarsi timidamente al mondo degli adulti. Quella confusione, quel caos, quella rivoluzione si portava dentro. Catapultati in una realtà che si muoveva in modo così vorticoso, si arrancava a capire i cambiamenti dentro e fuori di noi. Ma eravamo là, spettatori e protagonisti. Ci si barcamenava fra una riunione del collettivo studentesco e un Alto Gradimento radiofonico; tra un manifesto da scrivere e una vacanza al mare con le prime discoteche sui lidi da conquistare. E lei era là ad aspettarci. Look trasgressivo, bellissima, icona sexy dalla voce calda e sensuale, ha accompagnato una generazione di “ballerini allo sbaraglio”. Con la sua musica ci si scatenava. E quanto era liberatorio! Era come se lasciandosi andare in piena libertà, seguendo il linguaggio del corpo, ci si affrancava dalle miserie umane, dalle angosce del quotidiano. Ed era bello esaltarsi al canto ammaliatore di quella sirena che ripeteva I Feel Love. Già, “Sento l’amore…“. Quell’unico verso prolungato e ripetuto con una sensualità da brivido, invitava all’abbandono totale. Ascoltavamo lei e, al contempo, la miriade di sensazioni che si agitavano sotto la nostra pelle. Stavamo scoprendo il nostro corpo. Stavano scoprendo che il sesso non era un tabù come ci avevano fatto credere, ma una sublimazione del corpo e dell’anima.

E pensare che sotto quella voce che ci sorprendeva, spaventava e catturava, c’era un sintetizzatore. La voce calda di Donna Summer forgiata da rhythm and Bbues, rock e gospel che si fondeva e confondeva con il freddo ritmo dell’elettronica. Ed era  proprio questo che dava origine alla magia. Addio Andre!

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