Dall’Albania corpi e sogni. Il poeta e la prostituta

Google, Il Pensatore

Questa poesia è stata dedicata dal poeta – scrittore Mario Bellizzi a una ragazza albanese costretta a prostituirsi in Italia.

Le icone rosse di Onufri

Anche tu provieni da un antico paese del mondo
lo stesso dei miei antenati (quelli del XV secolo)
quelli delle tre galee di Andrea Doria
come ai tempi del profugo-clandestino Enea
la prima con drappi e seta, la seconda con pane, vino e olio
la terza con uomini e donne.
Un paese dove Kadarè vuole scorresse l’Acheronte
e le aquile facevano il nido.
Sul tuo volto di luna, Oriente e Occidente,
hai come testimoni dal 400 d.C.
Improbabili navi
la prima con hascisc e kalashnikov
la seconda con prostitute e magnaccia
la terza con bambini e affamati fantasmi
già prigionieri nella preistoria e ora del tardo capitalismo
quello delle paillette e dei quiz
ti hanno portata di notte nei porti di Brindisi, Otranto, …
e poi con sgangherate Alfetta
nell’archeologia sommessa e violenta
accecante di miseria della Domiziana.
Senza abiti regali, senza diademi, con altri Kanun
Oracoli televisivi in mente
assieme a polacche brasiliane africane
in un bislacco carnevale-Vallja, di mode e colori,
mi chiami con accento balcanico …
Saranda? Kavaja? Durazzo? Valona?
Scutari? Fier? Berat? Tirana?
E mi offri il tuo corpo, il tuo tempo,
per una manciata di dollari.
Forse sei di Berat …
Folate di sentimenti, magma di visioni
incerte metastoriche …
cicli epici, infezioni dell’anima,
assenze di trame, caos, imponderabilità.
Un tragico seme è ciò che posso donarti sorella albanese.
A maggio nelle nostre zone d’ombra
fioriranno le icone rosse di Onufri
e si udiranno i liuti vibrare
con possenti e dolci corde di mare Jonio.

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