Crisi, a’ tazzulella e’ cafè non si tocca!

caffè

Pe’ na tazzulella e’ cafè scoppia la guerra tra Codacons e Confesercenti. E’ il caso di dire, che la bevanda più amata dagli italiani, ogni tanto rende davvero nervosi!

Alla Confesercenti di Piacenza è venuta la brillante idea di aumentare il costo di una tazzina di caffè. Sorseggiare al bar un espresso, secondo l’associazione dei commercianti, dovrebbe costare 1,20 euro. La motivazione è sempre la stessa: la crisi. Giacché sono aumentati sia il prezzo dell’energia elettrica, sia quello delle materie prime, per la Confesercenti è inevitabile che aumenti anche il costo della tazzina di caffè se si vuole continuare a salvaguardare qualità e tradizione.

Il Codacons si oppone fermamente a tale proposta e, andando su tutte le furie, minaccia di rivolgersi all’Antitrust. Un aumento dell’espresso italiano sarebbe “assolutamente ingiustificato e rappresenterebbe un enorme danno per i consumatori considerato il momento di crisi attuale e l’elevato consumo di caffè da parte degli italiani”. Poi, giustamente, ricorda che in Italia ogni anno si consumano 3,4 miliardi di tazzine di caffè, quindi, un incremento dei listini di circa 0,20 euro comporterebbe una maggiore spesa annua per i cittadini pari a 680 milioni di euro.

Insomma, il caro benzina fa rinunciare all’auto e alle gite fuori porta. Gli aumenti di energia elettrica, gas, telefono, costringono a fare conti infiniti per capire cosa è meglio eliminare. Il caro generi alimentari spinge molti pensionati a rubare nei supermercati, mentre l‘IMU fa pensare di vendere gli immobili e il rincaro dell’IVA insieme all’usuraio Equitalia, fanno chiudere attività e speranze. A poco a poco ci stanno costringendo a rinunciare a tutto! Secondo Confesercenti ora sarebbe arrivato il momento di fare a meno anche del piacere di sorseggiare ogni tanto una “consolatoria” tazzina di caffè. Un’altra proposta “indecente” che non può essere accettata. Crisi o non crisi, a’ tazzulella e’ cafè non si tocca!

Na’ tazzulella e’ cafè ca sigaretta a coppa pe nun verè  che stanno chine e sbaglie, fanno sulo mbruoglie s’allisciano se vattono se pigliano o’ cafè.  E nui passammo e uaie e nun puttimmo suppurtà  e chiste invece e rà na mano s’allisciano se vattono se magniano a città…”. Pino Daniele

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