Comunicazione digitale, per la UE è green

Comunicazione digitale green

L’Unione Europea attraverso l’Agenda digitale per l’Europa ha invitato i colossi che operano nel settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (Tic) a dare il proprio contributo nella lotta ai gas serra.

Anche le società che operano nel settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (Tic) stanno prendendo coscienza del problema che comporta, sul piano della sostenibilità ambientale, la rivoluzione digitale. Solo nell’Unione europea, le apparecchiature e i servizi Tic sono responsabili di circa l’8 per cento del consumo di energia elettrica e di circa il 4 per cento della produzione di emissioni di CO2. Dati che, secondo gli esperti Ue, potrebbero addirittura raddoppiare entro il 2020. Per questo da Bruxelles arriva l’invito agli operatori del settore a dare il loro contributo, per ora volontario, per combattere l’inquinamento dovuto ai gas serra. E’ in questa direzione vanni codici di condotta gestiti dal Centro comune di ricerca (Ccr) della Commissione Ue.

Alle società che aderiscono ai codici di condotta volontari viene messa a disposizione una piattaforma per discutere e concordare azioni volontarie per migliorare l’efficienza energetica. Ci sono codici di condotta per la banda larga e per i centri di calcolo, ma anche per i servizi della televisione digitale, gli alimentatori esterni e i sistemi statici di continuità in CA. Firmando i codici di condotta le singole società si impegnano su base volontaria a ridurre il consumo di energia in percentuali concordate e secondo un calendario predefinito mediante l’adozione delle migliori pratiche. A oggi, il codice di condotta è già applicato da 36 delle maggiori società di Tic europee.

Un altro importante passo avanti per la sostenibilità del settore delle Tic è stato fatto quando a Bruxelles, nell’ambito della manifestazione “ICT 2010-Digitally Driven”, altre 16 società (10 per la banda larga e 6 per i centri di calcolo) si sono impegnate a ridurre il consumo di energia elettrica delle loro apparecchiature e dei loro servizi. Secondo l’impegno preso, dovrebbero poter ridurre in molti casi anche del 50 per cento i loro consumi di energia. A oggi la banda larga (e i diversi tipi di apparecchiature connessi quali modem, commutatori, router e home gateway) è responsabile di circa il 15 per cento del consumo globale di energia del settore delle Tic e di 47 TWh nella Ue nel 2010. Mentre i centri di calcolo (gli edifici e le strutture che ospitano i server delle imprese e le relative apparecchiature di comunicazione necessarie per fornire servizi relativi all’elaborazione dei dati) di circa il 18 per cento del consumo di energia del settore delle Tic e si ritiene che cresceranno con ritmi superiori a quelli di tutte le altre tecnologie. In Europa il loro consumo è pari a 56 TWh all’anno.

Dieci società (sia operatori telefonici che fabbricanti) hanno già firmato il codice di condotta che riguarda circa 25 milioni di linee a banda larga nella Ue (27 per cento). Con la firma di 10 nuove società la copertura nell’Ue passerà a 65 milioni (72 per cento) cui vanno aggiunti altri 10 milioni in Norvegia, Svizzera e Turchia. Le sei nuove società che hanno aderito al codice di condotta dei centri di calcolo si sono aggiunte ai 26 partecipanti (con 42 centri di calcolo) fin qui registrati. Inoltre più di 100 soggetti hanno espresso il loro sostegno – società che sviluppano prodotti, soluzioni e programmi per consentire ai proprietari dei centri di calcolo di conseguire gli obiettivi del codice di condotta.

Fonte Zeroemission.tv

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