Clima, a Cancun per trovare un nuovo accordo

Cancun 2010

Al via la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che si terrà a Cancun,  Mexico, e durerà fino al 10 dicembre 2010.

Si apre oggi la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Saranno presenti 190 rappresentanti di 173 paesi di tutto il mondo. Dopo i risultati fallimentari del vertice di Copenhagen dello scorso anno, gli ospiti presenti avranno il difficile compito di decidere sulle sorti del pianeta.

Rimane sempre di fondamentale importanza il raggiungimento di un accordo in grado di sostituire il Protocollo di Kyoto. Già un anno fa, i paesi della Danimarca cercarono, senza riuscirci, di raggiungere un accordo globale vincolante per il 2012, anno in cui  si concluderà la prima fase del Protocollo  che disciplina le emissioni di gas serra dei paesi industrializzati.

Raggiungere un accordo su questi temi non sarà un’impresa facile, nonostante la serie di proposte messe a punto dal nuovo segretario esecutivo della Unfccc (Convenzione quadro dell’Onu sui cambiamenti climatici) Christiana Figueres per velocizzare le procedure di ratifica dei prossimi accordi.

Il Protocollo di Kyoto nonostante rappresenti  l’unico esempio di accordo vincolante per gran parte delle nazioni del nostro Pianeta, ha sempre trovato sul suo cammino veti e ostilità, dai Paesi in Via di Sviluppo, secondo i quali i tagli delle emissioni sarebbero un fardello troppo grande da sopportare; ai paesi industrializzati, i maggiori produttori di gas serra, che non ci stanno a sobbarcarsi il peso economico delle decisioni.

Ora si cerca di trovare un nuovo accordo altrettanto vincolante a Cancun, dove  si partirà da piccoli obiettivi, ma realizzabili. Dalle azioni contro la deforestazione, alle linee guida nei confronti dei paesi poveri per adattarsi ai cambiamenti climatici.

Non resta che sperare che la Conferenza di Cancun segni davvero un nuovo inizio. La crisi climatica in atto, che sta cambiando territori e modus vivendi, non si può risolvere con azioni volontarie di pochi sensibili al problema. Sarebbero sforzi vani. Per risolvere questa emergenza planetaria serve un patto con obiettivi certi e vincolanti per le parti firmatarie. Questo è l’unico strumento in grado di spingere le Nazioni verso scelte guidate dal buon senso e non da meri interessi di parte.

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