A Chieti una mega lavatrice che produce energia dai rifiuti

A Chieti la mega lavatrice che produce energia dai rifiuti

A Chieti è stata realizzata una mega lavatrice che, tramite un trattamento meccanico biologico, riesce a produrre notevoli quantitativi di energia dai rifiuti.

L’impianto è davvero imponente, pari a uno stadio di calcio: diecimila metri quadri interni e venticinquemila esterni per una struttura a dir poco gigantesca. E come se ciò non bastasse, ad alimentare l’intero impianto ci sono diecimila metri quadrati di pannelli solari atti a generare una quantità enorme di energia. Energia a bassissimo costo per produrre altra energia.

La lavatrice ciclopica produce bassissimo rumore, quasi inesistente. Nel gigantesco impianto quotidianamente arrivano tantissimi TIR che scaricano tonnellate di rifiuti raccolti in molti Comuni del circondario e in alcune Province vicine. Poi comincia la vera e propria lavorazione che, alla fine del ciclo, trasformerà i rifiuti in energia termica.

Inizialmente i rifiuti secchi e indifferenziati sono triturati. Poi una mega elettrocalamita sorvola i rifiuti stessi attraendo ogni tipo di ferro. Ed è qui che salta a galla di tutto: dalle biciclette ai pezzi di motori, dalle sbarre di ferro a parti di lavatrici e frigoriferi, e tanto altro ancora. L’elettrocalamita attira anche il più piccolo bullone.

A Chieti una mega lavatrice produce energia dai rifiuti

Poi c’è un vero e proprio vaglio, un setaccio che separa i materiali più grossi da quelli più piccoli. Le parti più grosse finiscono in una sorta di vasca d’accumulo, mentre quelle più piccole arrivano in un’area deputata al trattamento biologico. Tutto ciò al fine di decomporre le sostanze organiche ancora presenti: insomma, siamo davanti a un vero e proprio lavaggio.

Si procede, infine, con la fase di essiccazione. Il risultato di tutto questo processo porta alla formazione delle famose ecoballe destinate ai termovalorizzatori. Qui il ciclo si chiude. Ed è così che partendo dal rifiuto iniziale, si arriva alla produzione di energia. Dalla termovalorizzazione dei rifiuti, infatti, si genera vapore che opportunamente convogliato può produrre sia energia termica per usi civile e industriali, sia energia elettrica. In alternativa le ecoballe, grazie alle nuove normative vigenti, possono essere anche rivendute come eco-combustibile.

Il direttore dell’impianto TMB, trattamento Meccanico Biologico, di Chieti, la lavatrice ciclopica che produce energia dai rifiuti, si chiama Mirco D’Amico, ed è estremamente soddisfatto di questa creatura progettata dall’architetto Lelio Oriano Di Zio. Se si pensa che quello di Chieti è il secondo in Italia dopo l’impianto di Malagrotta a Roma, il direttore D’Amico ha ottimi motivi per esserne orgoglioso.

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