Censis: Ebook, il nuovo amore italiano

Ebook aumento delle vendite

Cala l’Editoria ma gli Ebook volano: a dicembre 2010 è prevista una quota di mercato triplicata rispetto allo 0,03% del dicembre 2009. Questo emerge dal 44mo Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese.

Il rapporto del Censis nel capitolo “Comunicazione e media” esamina il rapporto degli italiani con le nuove tecnologie e con l’informazione. Da questi dati si evince che sempre più italiani preferiscono la lettura digitale. Nel 2009 l’Ebook costituiva solo l’1,5% del mercato, le stime per il 2010 indicano una quota del 5%, più del triplo.

I dati confermano la flessione del mercato editoriale nel suo insieme (-7,1% tra il 2006 e il 2009, -5,3% dal 2008 al 2009) e nel contempo la forte crescita delle vendite on line, che rappresentano il 21,7% del mercato digitale: +94,4% tra il 2006 e il 2009, +11,9% tra il 2008 e il 2009, con ricavi superiori a 100 milioni di euro. Anche i primi mesi del 2010 sono positivi: rispetto al giugno del 2009, le librerie on line fanno registrare un incremento dell’attività del 24,5%.

Sul fronte dei titoli, nel 2009 i libri elettronici pubblicati sono stati 685, per un totale di 2.257 opere disponibili sul mercato. I dati provvisori forniti dall’Aie per l’anno 2010 (aggiornati a settembre) mostrano una produzione pari a 945 titoli (+38%), raggiungendo così un totale di 3.202 titoli elettronici disponibili nel nostro Paese (+41,8%). Si prevede un raddoppio entro la fine dell’anno, per un totale di quasi 7mila titoli in italiano, corrispondenti al 2% dei titoli “commercialmente vivi” (cioè letteratura scientifica esclusa).

Il Censis analizza anche i dati sui quotidiani più seguiti nel web, da cui emerge che tra il primo e il secondo trimestre 2010 i visitatori internet nel giorno medio sono aumentati quasi per tutti, fatta eccezione per i quotidiani sportivi.  Pur non potendo escludere la sovrapposizione tra i visitatori dei siti e i lettori della stampa cartacea, emerge che gli utenti internet rappresentano per alcune testate una significativa percentuale del totale dei lettori: il 19,6% per la Repubblica, il 18,2% per Il Sole 24 Ore, il 15,1% per il Corriere della Sera. Inoltre, per quanto riguarda la carta stampata, secondo Accertamenti diffusione stampa, tra giugno 2009 e giugno 2010 tutti i principali quotidiani nazionali, fatta eccezione per “Il Giornale”, hanno perso terreno.

Sempre nello stesso capitolo del rapporto si legge che la maggior parte degli italiani non si stente sicuro nell’utilizzo di Internet e chiede che l’accesso alla rete sia libero e gratuito. Solo il 43% degli utilizzatori del web dice pienamente fiducioso in merito alla sicurezza delle transazioni on line, un dato nettamente più basso del 58% rilevato a livello europeo.

Curiosità. Il Censis rileva anche che ”la cattiva informazione smorza l’audience”. Da settembre 2009 a giugno 2010 i telegiornali nazionali sono passati da 18.333.000 a 14.968.000 telespettatori ed a diminuire in misura maggiore è stato l’ascolto del Tg1 e del Tg5. Sul pluralismo, citando i dati Agcom, il Censis precisa poi che il pendolo dell’informazione si è inclinato molto più da una parte che dell’altra. A settembre 2010 i notiziari Rai hanno dedicato 7 ore e 51 minuti al Pdl e 5 ore e 10 minuti al Pd, mentre le reti Mediaset hanno dedicato 5 ore e 48 minuti al Pdl e 2 ore e 38 minuti al Pd.

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